Madri detenute, scontro Lega-Pd sulla proposta di legge sulle madri detenute

Scontro tra Lega e Pd sul provvedimento in merito alle detenute madri. I dem ritirano le firme, facendolo decadere, dopo le misure più severe introdotte dalla maggioranza. Il Carroccio ripresenta il testo. I parlamentari del Pd hanno ritirato le firme alla proposta di legge a favore delle detenute madri e quindi il provvedimento, essendo stato presentato da loro in quota opposizione, è decaduto. “Questo era un testo che era già stato votato da un ramo del Parlamento nella precedente legislatura. Noi lo avevamo ripresentato per migliorare le condizioni delle detenute madri, ma la maggioranza lo ha trasformato inserendovi norme che di fatto peggiorano le cose consentendo addirittura alle donne incinte o con figli di meno di un anno di età di andare in carcere. Così non ha più senso, quindi ritiriamo le firme”, spiega il Dem Alessandro Zan. “La proposta di legge sulle detenute madri la ripresentiamo noi visto che il Pd ritirando le firme dal provvedimento l’ha fatta decadere. E noi ripresenteremo un testo che contiene le proposte di modifica che erano state approvate e che prevedono che non ci siano più scuse per le donne incinte. Anche loro, se tornano a delinquere, finiranno in carcere”. A dirlo è il capogruppo della Lega in Commissione Giustizia della Camera Jacopo Morrone. “Il Pd libera le borseggiatrici rom che usano bimbi e gravidanza per evitare il carcere e continuare a delinquere. Vergognatevi. La Lega aveva fatto passare la norma in commissione Giustizia e ripresenterà subito il testo: è una questione di salute, giustizia e buonsenso”, scrive su Twitter il segretario della Lega e vicepremier, Matteo Salvini.

Mario De Michele

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