CERVINO – Da quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dalle Procure Antimafia di Napoli e di Santa Maria Capua Vetere, Giuseppe Di Nuzzo – una delle persone arrestate questa mattina nel blitz contro il clan camorristico dei Belforte

– pretendeva che il Comune di Cervino assumesse il fratello Luigi come addetto alla nettezza urbana. L’indagato, in particolare, durante un colloquio in carcere con gli altri fratelli Armando e Antonio li invita ad andare dal sindaco, Biagio Di Nuzzo: ”Digli cosi’ che mette a posto a Luigi. Devi dirgli: prima che esce mio fratello Peppe… gia’ tiene l’ambasciata… devi dire, prima che esce Peppe, metti a Luigi nella monnezza” . Il boss suggerisce ai fratelli di rivolgersi al sindaco cosi’: ”Vedi come devi fare, sono problemi tuoi e non miei. Vedi come fare, non tengo niente da vedere. Vedi come devi fare, metti a posto a Luigi. Il resto poi vediamo chi comanda e chi non comanda”. Risale al primo agosto del 2011 il primo episodio di condizionamento nei confronti di amministratori e funzionali del comune casertano di Cervino. Secondo quanto accertato dalla squadra mobile di Caserta – diretta dal vice questore Angelo Morabito – in quella data venne data alle fiamme l’auto del primo cittadino Biagio Di Nuzzo. Il 12 agosto, una bottiglia incendiaria venne lanciata all’interno dell’abitazione di un’impiegata del Comune di Cervino addetta alle pratiche di assistenza sociale, il giorno dopo altre due bottiglie vennero lanciate contro l’auto della stessa dipendente. Il 14 ottobre fu dato fuoco ad un negozio di frutta di proprieta’ del figlio dell’assessore alle politiche sociali di Cervino, il giorno dopo l’auto dello stesso amministratore, che e’ anche geometra dell’Utc al comune di San Felice a Cancello, fini’ in fiamme; e ancora, il 17 ottobre fu presa di mira l’auto di un imprenditore consuocero dell’assessore mentre il giorno dopo fu ancora il sindaco Di Nuzzo a denunciare di aver ricevuto telefonate intimidatorie. A dare una svolta alle indagini l’arresto, il 18 ottobre, del trentottenne Giuseppe Di Nuzzo per l’incendio all’auto dell’imprenditore. Ben presto sono saltati i fuori i legami anche con gli altri episodi intimidatori, specie quelli riguardanti il sindaco di Cervino, di cui si sarebbe reso responsabile proprio il trentottenne. Dalle indagini e’ emerso come tre degli arrestati (Giuseppe Di Nuzzo, Pietro Iulio e Palladino Spallieri) fossero organici al sodalizio, e come i capi del gruppo Albenzio del clan Belforte, Giorgio e Andrea Albenzio, fossero direttamente coinvolti nell’incendio dell’auto dell’imprenditore, gia’ vittima in passato di intimidazioni a scopo di estorsione.

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