Gruppo Setola, chiesti 300 anni di carcere

Trent’anni di carcere per il capo dell’ala stragista del clan dei Casalesi, Giuseppe Setola, chiesti dai pm della Dda di Napoli Cesare Sirignano e Catello Maresca nella requisitoria finale del maxiprocesso a carico di 35 imputati accusati di associazione per delinquere, estorsioni e tentati omicidi commessi dall’aprile del 2008 fino al gennaio del 2009.

Davanti ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere – presidente Raffaello Magi, a latere Francesca Auriemma e Paola Cervo – i pubblici ministeri hanno chiesto anche la condanna, tra gli altri, nei confronti del boss Francesco Bidognetti detto Cicciotto e ‘mezzanotte a 20 anni, di Esterino Antonucci a 18, Giuseppe Barbato a 22, Umberto Borriello Montanino a 24, Nicola Cangiano a 24, Alessandro Cirillo a 28, Mose’ Esposito a 14, Paolo Gargiulo a 22, Davide Granato a 18, Giovanni Letizia a 26, Vincenzo Letizia a 12, Domenico Luongo a 12, Massimiliano Napolano a 14, per l’italoamericano John Loran Perham a 16 anni, Massimo Alfiero a 18 anni e per Tommaso Vitolo, infine, a 18. I pm dell’ Antimafia di Napoli hanno anche chiesto l’assoluzione di 8 imputati per intestazione fittizia di beni. Alla sbarra, inizialmente, erano 45, ma la posizione di alcuni e’ stata poi stralciata in diversi processi. Oggi, nell’aula bunker del carcere di Santa Maria Capua Vetere, e’ stata anche discussa la posizione delle associazioni e della Regione Campania che si sono costitute parte civile. I fatti contestati ai presunti componenti dell’ala stragista del clan dei Casalesi vanno dalle estorsioni chieste ai commercianti di Lusciano, Aversa e Parete, al tentato omicidio di Trentola Ducenta di Salvatore Orabona e Pietro Falcone commesso il 12 dicembre del 2008 (che porto’ al ferimento di una donna, Giuseppina Molitierno), fino alla tentata eliminazione di Francesca Carrino a Villaricca, nipote di Anna Carrino, ex compagna del boss Bidognetti che aveva scelto di collaborare con la giustizia. Ora la parola passa agli avvocati difensori. La sentenza e’ prevista per fine ottobre.

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