I ribelli libici respingono l’ipotesi di un dispiegamento di una forza di pace dell’Onu sul territorio del Paese nordafricano. Il piano prevede che 200 osservatori di pace accompagnino il Paese verso le elezioni e la creazione di un solido sistema democratico.

“Non ci aspettiamo richieste di questo genere dalla loro leadership”, ha spiegato al termine di una seduta del Consiglio di sicurezza il capo della commissione del Palazzo di Vetro che ha elaborato il piano, Ian Martin, “e’ chiaro che i libici vogliono evitare qualsiasi impegno militare straniero sul proprio territorio”. Pero’, ha aggiunto Martin, il Consiglio nazionale transitorio e’ interessato a mettere in piedi una efficace “forza di polizia”. L’Onu, secondo quanto riferito nei giorni scorsi dal sito di giornalismo investigativo Innercitypress che e’ venuto in possesso del piano, prevede elezioni entro nove mesi, da svolgersi sotto il monitoraggio di una forza di pace costituita da 200 osservatori disarmati e 190 poliziotti in qualita’ di addestratori. Uno staff di 61 civili, inoltre, verrebbe dislocato in parte a Tripoli e in parte a Bengasi. Un governo di transizione, infine, dovrebbe portare il paese nordafricano alle urne.

Intanto la battaglia finale in Libia é “imminente”. Lo ha annunciato il portavoce militare dei ribelli, Ahmed Omar Bani, a Bengasi, spiegando che “finora non é giunta alcuna proposta di resa pacifica” da parte dei gheddafiani a Sirte. “Il lancio della battaglia finale è imminente. Finora non abbiamo ricevuto nessuna proposta di resa pacifica. Vogliamo che tutti sappiano che siamo pronti militarmente per la battaglia che metterà fine al conflitto”, ha dichiarato il colonnello Bani in una conferenza stampa. “Noi continuiamo a cercare una soluzione pacifica, ma sabato impiegheremo metodi diversi di fronte a questi criminali”, ha aggiunto sottolineando di essere “sorpresi che gli abitanti di Sirte rifiutino ancora le nostre proposte pacifiche per evitare spargimenti di sangue su entrambi i fronti”. Riguardo alle operazione militari previste a Sirte, Bani ha spiegato che “la loro durata non è un problema, l’importante é liberare Sirte”. Poco prima il presidente del Consiglio nazionale transitorio libico, Mustafa Abdel Jalil, aveva dato un ultimatum ai lealisti di Sirte, affinché si arrendano prima di sabato

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