Che Michele Apicella non voglia mollare la poltrona di sindaco è un’aspirazione sacrosanta. Siamo intimamente convinti che il suo legittimo tentativo di restare in sella non abbia nulla a che fare con l’indennità di mansione che ammonta ad appena a 4.150 euro al mese, un importo irrisorio per un avvocato, che a fine anno ci va a perdere molti soldi perché costretto a trascurare la sua professione per dedicarsi al bene della città. Siamo altrettanto certi che il suo desiderio di riconferma non sia per nulla legato a restare con le mani in pasta per la mera e becera gestione del potere. Per lui, come ha ribadito più volte, amministrare Trentola Ducenta è “una missione”.

CORSA CONTRO LA LEGGE
Proprio perché confidiamo nelle buone intenzioni del primo cittadino uscente siamo rimasti a bocca aperta, come un po’ tutti, nel constatare che tra i punti all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, fissato in seduta straordinaria per sabato 16 maggio, sia stata inserita l’approvazione del Puc (foto in basso). Ancor di più perché l’assemblea consiliare è stata indetta come da legge dal presidente dell’assise Ferdinando De Chiara, anch’egli stimato avvocato. In caso di mancanza del numero legale la seconda convocazione è prevista per lunedì 18 maggio con eventuale proseguo il giorno seguente, cioè il 19 maggio.
SI FINIRÀ IN TRIBUNALE
Essendo Apicella e De Chiara due apprezzati avvocati conosceranno a menadito il comma 5 dell’art. 38 del Testo Unico per Enti Locali (Tuel) che recita quanto segue: “I consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili”. Calcoli alla mano potrebbe verificarsi che il Puc sia approvato dall’assise 5 giorni prima del voto alle comunali previsto per il 24 e 25 maggio. Nella migliore delle ipotesi, se dovesse passare in prima battuta, appena una settimana prima dell’appuntamento con le urne. Anche uno studente imberbe di Giurisprudenza alle prese con l’esame di Diritto amministrativo capirebbe al volo che il varo del Puc a ridosso del voto aprirebbe un inevitabile contesa giuridica davanti al Tar.
DANNI COLLATERALI
Neppure con l’ausilio di telescopi spaziali, come James Webb Space Telescope e Hubble, si riuscirebbe a intravedere nell’approvazione del Puc i connotati dell’urgenza e dell’improrogabilità, sanciti dal Tuel. Il citato studente imberbe consiglierebbe agli amministratori uscenti di Trentola Ducenta di non forzare la mano su una materia delicata e decisiva per le sorti del territorio. Una disputa giuridica davanti ai giudici amministrativi non solo renderebbe nulli gli atti ma allungherebbe enormemente i tempi di entrata in vigore delle norme urbanistiche. Un danno incalcolabile per i cittadini. Per non tacere dei possibili guai che passerebbero i consiglieri che dovessero alzare la mano a favore del provvedimento. Dietro l’angolo c’è tra gli altri la Corte dei Conti.

QUESTIONE DI BUONSENSO
Ma facciamo pure conto che sul piano della legittimità della convocazione del consiglio e dell’eventuale approvazione del Puc gli avvocati Apicella e De Chiara avessero ragione, forti della loro rinomata esperienza professionale, il tema centrale di questa vicenda resterebbe comunque in piedi: è opportuno e corretto sul terreno politico-amministrativo approvare il Puc a una manciata di giorni dal voto? Beh, non ce ne vogliano il sindaco e il timoniere del civico consesso uscenti, ma su questo aspetto sarebbe praticamente impossibile, anche per gli Avengers a ranghi completi, trovare una persona di buonsenso dell’intero globo terracqueo che possa considerare giusta e responsabile la scelta della maggioranza uscente.
GLI AFFARISTI DEL MATTONE
Se come direbbe anche un bambino dell’asilo si tratta di un colpo di coda, una domanda nasce spontanea: perché tirare la corda fino a questo punto? Perché approvare un atto che poi potrebbe rivelarsi illegittimo, ergo nullo? Cotanta ostinazione apre volente o nolente un capitolo inquietante. Nessuno toglierà dalla testa dei cittadini che Apicella e company abbiano assunto impegni inderogabili, per cui non possono tirarsi indietro e per cui devono andare per forza fino in fondo pur a rischio di andare a sbattere contro il muro. Si dirà: “Gli amministratori locali hanno il dovere di dare risposte alle aspettative dei cittadini”. Nulla quaestio, per carità. È verissimo. Ma nel caso di specie stiamo parlando di un argomento molto delicato. Sul tavolo ci sono interessi milionari. Quando si tratta di Puc le aspettative più bramose sono in capo agli imprenditori del cemento, agli affaristi del mattone.
LA GATTINA FRETTOLOSA…
Ed ecco il nodo cruciale. Approvare il Puc con una forzatura così pacchiana farà accendere tutti i riflettori del mondo su Trentola Ducenta. In questi casi gli esiti sono sempre imprevedibili. Si potrebbe profilare uno scenario in cui lo strumento urbanistico finisca in una rete inestricabile. Perché correre questo rischio? Perché non attendere l’esito elettorale che è oramai alle porte? Per non fare disastri basterebbe seguire l’insegnamento di un saggio filosofo orientale: “Affrettati nell’azione, e fallisci. Cerca di afferrare le cose, e le perdi. Forza un progetto al completamento, e rovini ciò che era quasi maturo”.
Mario De Michele
LA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO






