Più aggrovigliata di un crimine-thriller da Oscar. Neppure lo sceneggiatore più fantasioso del mondo avrebbe tessuto una trama così fitta di intrighi come quella che avvolge il caso ex Leanza. Per realizzare un supermercato dove un tempo era in funzione lo stabilimento della distilleria gli imprenditori Damiano, proprietari dell’area e titolari del centro commerciale Fabulae, hanno presentato al comune un permesso di costruire convenzionato. L’stanza presentata dalle società Gicom e Agricola Atellana società Agricola prevede “l’abbattimento di un esistente fabbricato e la costruzione di nuovo fabbricato con destinazione commerciale”. In cambio della licenza edilizia i Damiano hanno proposto la cessione di due terreni di loro proprietà sui quali far sorgere a loro spese un parco giochi e un parcheggio pubblici. Le due opere nascerebbero nei pressi del “Fabuale”.

Il centro commericiale Fabulae

Un atto di generosità della famiglia Damiano? Per nulla. La richiesta mira ad aggirare la monetizzazione degli standard urbanistici che se non fossero pagati tramite la cessione dei suoli ammonterebbero a circa 500mila euro. In pratica gli imprenditori non sborserebbe una lira. Un do ut des molto vantaggioso per i privati, poco o nulla per il comune. Gli imprenditori non sborserebbero i 500mila euro per la monetizzazione degli standard. Realizzerebbero un parco giochi e un parcheggio su due terreni di loro proprietà con un valore di mercato di gran lunga inferiore a 500mila euro. Inoltre il parco giochi e il parcheggio nascerebbero a due passi dal “Fabulae”, ergo sarebbero funzionali al centro commerciale di cui sono titolari.

Francesco Petrella

LA RINUNCIA DI PETRELLA
In seguito all’ormai proverbiale stallo amministrativo della coalizione guidata da Antonino Santillo, a trazione Angelo Brancaccio, unanimemente riconosciuto come il sindaco facente funzione, i Damiano hanno chiesto e ottenuto la nomina del commissario ad acta nella speranza di incassare il permesso di costruire. Ed ecco il primo clamoroso colpo di scena in perfetto stile crimine-thriller. In un primo momento la Provincia ha incaricato l’avvocato Francesco Petrella, “storico” legale di Brancaccio e attuale presidente della società Acquedotti su indicazione dell’ex fascia tricolore. Il blitz è fallito dopo un articolo di Italia Notizie in cui si evidenziava l’inopportunità di una scelta che lasciò di gesso il mondo politico e la popolazione ortese. Dopo essersi insediato Petrella rinunciò all’incarico proprio per “motivi di opportunità”.

L’INCARICO A PORTELLA
In seguito al passo indietro dell’avvocato di Brancaccio l’ente provinciale ha conferito l’incarico di commissario ad acta all’architetto Carlo Portella, tecnico esperto e integerrimo. Ora spetta a lui rilasciare o meno la licenza edilizia ai Damiano. In prima battuta lo stimato professionista dovrà valutare se è urbanisticamente percorribile la strada della cessione dei suoli in luogo della monetizzazione degli standard. Ipotesi molto remota, se non impossibile, perché l’area dove insiste l’ex stabilimento Leanza è sprovvista di dotazioni territoriali e di spazi minimi di vivibilità. Non solo. I due terreni messi a disposizione degli imprenditori si trovano a oltre 100 metri del sito dove dovrebbe sorgere il supermercato. Quindi non rientrano nei parametri di legge per essere considerati standard urbanistici al servizio della nascente struttura.

Angelo Brancaccio

IL PROGETTO NASCOSTO
Ma al netto degli ostacoli normativi e urbanistici, che già a prima vista appaiono insuperabili, il colpo di scena più sbalorditivo riguarda la proprietà dei due terreni. Nell’armadio di una stanza del comune non utilizzata dall’ufficio tecnico è stato rinvenuto nei giorni scorsi un progetto risalente al 2014. All’epoca l’amministrazione comunale Brancaccio-Mozzillo incaricò un tecnico per la redazione di un progetto pubblico proprio sui suoli che i Damiano hanno messo a disposizione per non pagare la monetizzazione degli standard urbanistici in cambio della licenza edilizia convenzionata. Se i due terreni sono di proprietà degli imprenditori come mai l’ente locale ha conferito un incarico professionale retribuito con tanto di delibera e determina per redigere un progetto pubblico?

Premio Oscar del cinema

IL MISTERO IN SALSA ORTESE
Gli interventi comunali possono riguardare soltanto beni del comune, almeno così prevede la legge italiana che dovrebbe essere in vigore anche ad Orta di Atella. Quindi sorge il legittimo dubbio che i suoli in questione siano di proprietà dell’ente locale. In tal caso fine del discorso. La richiesta dei Damiano verrebbe immediatamente cestinata. Addio sogni di gloria. E l’affare milionario sfumerebbe in un attimo. Ma si aprirebbe un altro capitolo dipinto di giallo sul vero proprietario dei terreni. Qualora non fossero di proprietà degli imprenditori ancora una volta ad Orta di Atella la realtà supererebbe ampiamente la fantasia. Roba da fantapolitica. Un crimine-thriller da Oscar, da Leone, Orso e Palma d’oro.

Mario De Michele
(continua…)

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