LA NOTA DELLA PROVINCIA Trentola Ducenta, il Puc è illegittimo e impugnabile davanti al Tar perché non conforme al Ptcp

Si sciolgono come bolle di sapone i proclami elettorali di Michele Apicella e della maggioranza uscente sul Puc. A stretto giro dall’approvazione dello strumento urbanistico, varato dall’assise a 6 giorni dal voto alle comunali (caso unico in Italia), la Provincia di Caserta non ha concesso il parere di conformità al Piano territoriale di coordinamento provinciale. Sul “no” dell’ente dell’ex Santi Gobain, protocollato lo scorso 21 maggio, c’è poco da filosofeggiare. Ingannare la popolazione di fronte all’evidenza dei fatti e degli atti sarebbe un’offesa all’intelligenza dei cittadini. I funzionari provinciali infatti ha scritto a chiare lettere che la dichiarazione di coerenza del Puc non può essere concessa per “carenza documentale” (link in basso). Nella nota della Provincia vengono ripercorse le tappe dell’iter burocratico e si evidenzia che lo scorso 8 maggio veniva rappresentato al comune di Trentola Ducenta che “allo stato degli atti e in assenza della documentazione integrativa richiesta, non risultavano sussistere le condizioni per il rilascio della dichiarazione di coerenza, precisando che la situazione di incompletezza documentale non avrebbe consentito la conclusione favorevole del procedimento né la formazione di effetti provvedimentali taciti”.

La sede della Provincia di Caserta

IL PUC NON È CONFORME AL PTCP
Senza fornire la documentazione richiesta l’amministrazione targata Apicella il giorno successivo, il 9 maggio, si limitava a comunicare ai funzionari provinciali “l’esito “non risolutivo” della Conferenza di Servizi”, ma nonostante le carte non fossero in regola il 18 maggio il consiglio comunale ha approvato il Puc. Per la Provincia si tratta di una “deliberazione in corso di perfezionamento ai sensi e per gli effetti della normativa vigente”. Il Ptcp infatti è strumento di pianificazione territoriale sovraordinato rispetto alla pianificazione comunale. In altre parole il Puc per essere legittimo deve essere conforme al Piano territoriale di coordinamento provinciale, conformità che non è stata concessa a causa della “mancata acquisizione della documentazione richiesta, che non ha consentito il completamento dell’istruttoria necessaria ai fini dell’espressione della dichiarazione di coerenza del Puc al Ptcp”.

Il municipio di Trentola Ducenta

STRUMENTO URBANISTICO ILLEGITTIMO
Cosa implica la carenza documentale? Che, si legge nella nota della Provincia, “sussistono i presupposti per procedere all’archiviazione del procedimento amministrativo per improcedibilità”. In buona sostanza gli uffici preposti hanno comunicato ad Apicella e company che l’ente provinciale non è stato messo nelle condizioni di valutare la conformità del Puc al Ptcp. E dunque non ha espresso parere positivo. Va detto che il “niet” per carenza documentale “non comporta alcuna valutazione nel merito dei contenuti urbanistici del Puc”, ma è altrettanto irrefutabile che la legittimità dello strumento urbanistico, già molto discutibile per l’approvazione avvenuta a 6 giorni dal voto, quindi in netto contrasto con il Tuel, subisce un’altra devastante picconata. Non a caso la Provincia rimarca che l’archiviazione per improcedibilità dovuta alle già citate ragioni “non preclude l’eventuale attivazione di ulteriori o nuovi procedimenti secondo le modalità previste dalla normativa vigente”. E aggiunge che “i contenuti e le regole del Puc restano pienamente contestabili o impugnabili in altre sedi, poiché non sono stati oggetto di una valutazione di merito in quel specifico procedimento”.

Il Tar della Campania

TITOLI EDILIZI IMPUGNABILI
In concreto la fretta elettoralistica di Apicella e della maggioranza uscente ha determinato un duplice effetto: da un lato è in vigore un Puc non conforme al Piano territoriale di coordinamento provinciale, dall’altro lo strumento urbanistico è soggetto non solo a impugnazione davanti al Tar ma anche all’annullamento da parte del nuovo consiglio comunale che si formerà dopo il voto. L’amministrazione che si insedierà infatti potrà riavviare l’iter tecnico-burocratico da zero per rendere il Puc in linea con il Ptcp in modo da scongiurare che i titoli edilizi rilasciati ai cittadini possano essere impugnati davanti al Tar e eventualmente dichiarati nulli, a discapito della popolazione. Di fatto la corsa forsennata contro il tempo di Apicella & co. rischia seriamente di sortire l’effetto contrario, quello di penalizzare la collettività, soprattutto i piccoli proprietari terrieri. Insomma per un mero ritorno elettorale il sindaco uscente e la sua squadra hanno confezionato un disastro senza precedenti. E come sempre a pagarne le spese saranno i cittadini.

Mario De Michele

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