Forza Italia Aversa: la scelta plurale di Innocenti, il protagonismo dei giovani e la rifondazione del centrodestra

di Mario De Michele
Ad Aversa Forza Italia spalanca le porte alla società civile e punta su un coordinamento plurale, aperto al contributo di politici, amministratori locali e forze civiche sane. È questa la rotta indicata con fermezza e convinzione da Giovanni Innocenti. Il leader degli azzurri normanni è consapevole che soltanto imboccando la strada della partecipazione democratica il partito potrà crescere esponenzialmente e radicarsi sul territorio. L’obiettivo del numero uno di Fi è triplice: creare entusiasmo e condivisione attorno al progetto degli eredi di Berlusconi, porre le basi per una gestione collegiale e infine riportare gli azzurri al centro della vita politica locale. Tre traguardi da tagliare quanto prima per poi avviare in tempi rapidi la ricostruzione del centrodestra, tuttora lacerato da contrapposizioni sia sul piano politico che amministrativo.

L’Arco dell’Annunziata di Aversa

RICOMPATTARE LA GALASSIA MODERATA
Non è facile la mission di Innocenti. Gli ultimi anni sono lastricati di scontri e dissidi. Sul terreno ci sono morti e feriti. Ma il capogruppo di Fi in consiglio provinciale ha iniziato con il piede giusto. Il primo obiettivo da centrare è ridare slancio e appeal a un partito che in città ha sempre attratto sotto il profilo ideale e culturale una consistente fetta di cittadini, in particolare la vasta area moderata, incapace da troppo tempo di unire i puntini per disegnare un progetto politico coeso che potesse ritrovarsi sotto la stessa bandiera partitica. Per rifondare l’unità dei centristi Innocenti è l’uomo giusto al posto giusto. Il fondatore e anima di Aversa Moderata, primo gruppo dell’attuale assemblea consiliare, ha nelle corde la capacità di aggregare e rimettere assieme i cocci di un mondo ultimamente costellato da lotte fratricide. Innocenti è un mediatore esperto, un politico cresciuto a vista d’occhio in grado di ricompattare la galassia moderata e di condurla all’unità sotto il vessillo di Forza Italia.

Fulvio Martusciello e Giovanni Innocenti

NO ALL’UOMO SOLO AL COMANDO
Nonostante sia stato scelto direttamente dall’eurodeputato Fulvio Martusciello, coordinatore regionale degli azzurri, che gli ha conferito un mandato pieno, il presidente dell’assise aversana ha immediatamente scartato l’ipotesi dell’uomo solo al comando. Innocenti ha sposato in toto il suggerimento di don Milani: “Il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia”. O per dirla con Keller: “Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto”. In questo solco politico, sociale e culturale Innocenti fin da subito ha deciso di rifondare un partito basato sul noi e non sull’io, perché ha maturato la necessaria esperienza per comprendere che “fare squadra” è la “condicio sine qua non” per incarnare progetti seri, credibili e soprattutto duraturi.

Giovanni Innocenti

UNA FI PLURALE E LARGO AI GIOVANI
Da qui nasce l’attivismo del “lider maximo” di Fi per una gestione plurale del partito. Innocenti nominerà un vicecoordinatore e un direttivo ampio e di alto profilo con la partecipazione attiva di politici e amministratori locali. Alle nuove generazioni sarà assegnato un ruolo di primissimo piano. Sarà infatti indicato il coordinatore dei giovani. E alle nuove leve sarà rivolto un progetto ambizioso e importante: allestire una scuola di formazione politica, con lo scopo di riservare ai giovani un significativo spazio nella lista azzurra alle prossime comunali.

Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani

CENTRODESTRA UNITO SUL MODELLO NAZIONALE
Sul fronte esterno Innocenti ha avviato una serie di incontri bilaterali per gettare le fondamenta per un centrodestra pacificato. Un’iniziativa politica che non mira a stravolgere gli assetti consiliari o a favorire eventuali ribaltoni in assise. Non si tratta di tatticismi dal respiro corto, è l’avvio di un percorso politico strategico di più lunga portata che vedrà Forza Italia svolgere un ruolo centrale all’interno del centrodestra. Non è neppure il tentativo di rispolverare la vecchia “politica dei due forni” di andreottiana memoria. Innocenti ha fatto una precisa scelta di campo. Giocherà con la casacca del centrodestra. In una città importante come Aversa non porterebbe lontano riproporre anche in futuro lo schema acefalo del civismo. Bisogna ridare la palla alla politica. Servono coalizioni omogenee che si rifanno al modello nazionale. È necessario rimettere al centro i partiti senza trascurare le forze sociali sane.

È giunto il tempo della politica, insomma. Perché la logica mercantile di consiglieri comunali che trattano in continuazione per un comodo posto al sole e per meri interessi personali non solo è la morte della politica ma è anche un danno irreparabile per le amministrazioni locali. Innocenti lo ha capito e ha deciso di voltare pagina. Errare è umano, perseverare sarebbe diabolico.

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