Orta al Centro nel mirino di Brancaccio per il “no” al complotto in assise, Villano e company non vogliono accordi con ex Coraggio

Dopo essersi concentrato su altri nemici di turno da eliminare, Angelo Brancaccio torna alla carica contro Andrea Villano, suo primo bersaglio grosso del gioco al massacro condotto contro gli alleati di governo. Come sempre la guerra campale del leader di Orta Prospettiva Futura, ex Coraggio, ha sciato sul terreno morti e feriti, al punto che la maggioranza composta da 16 consiglieri su 16 si è via via assottigliata fino ad arrivare ad appena sei membri che oggi sostengono Antonino Santillo. Negli ultimi 2 anni il sindaco e il suo mentore e cugino Gianfranco Piccirillo si sono legati mani e piedi a Brancaccio. E in un biennio i risultati politico-amministrativi sono stati disastrosi.

Angelo Brancaccio

A poco o nulla, se non a coprirsi di ridicolo, servono i tentativi dell’ex fascia tricolore di apparire come un turista finlandese in gita in città dopo aver di fatto ricoperto la carica di “sindaco ombra” per ben 2 anni. Nell’ultimo biennio infatti Orta Prospettiva Futura ha occupato tutti i posti di comando più importanti e ha dettato legge nelle scelte politiche e amministrative. Se il comune è allo sbando le responsabilità principali sono certamente in capo a Brancaccio e company. Del resto l’ex sindaco è rimasto ancorato al “modus operandi” degli anni del cemento, quando da “padrone di Orta di Atella, ha ideato il sacco della città con un abusivismo edilizio devastante per il territorio e per la vivibilità. Senza trascurare il giro di mazzette milionario che durante il boom edilizio ha ridotto la città peggio di Palermo negli anni della gestione Ciancimino.

Gennaro Colella e Mena Capasso

Villano è tornato a essere il nemico pubblico numero uno di Brancaccio perché il leader di Orta al Centro ha deciso assieme al gruppo politico-conciliare formato da Mena Capasso (capogruppo) e da Gennaro Colella, ai consiglieri di non presentarsi all’ultima assise sul rendiconto. Villano e i suoi non si sono voluti prestare a votare contro lo strumento contabile assieme ad Orta Prospettiva Futura. Una scelta saggia che segna una distanza inequivocabile nei confronti degli ex esponenti di Coraggio. “Noi non possiamo essere omologati con chi ha svolto un ruolo di primissimo piano nel fallimento politico-amministrativo della maggioranza”, questo in estrema sintesi la posizione di Orta al Centro. Uno modo per dire chiaro e tondo: “Noi siamo una cosa, Brancaccio e company ne sono un’altra”.

Antonino Santillo

Ovviamente non si è fatta attendere la reazione di Brancaccio. L’ex fascia tricolore, arrugginito del tempo, ha scoperto all’età di 66 anni il fascino di Fb. Si è trasformato in un patetico fustigatore social arrogandosi addirittura il diritto di impartire lezioni morali, nonostante i suoi noti trascorsi, suscitando sconcerto e ilarità generale. Nel mirino di Brancaccio finiscono puntualmente tutti coloro che, consapevoli che indietro non si torna e che si vive per fortuna in un’altra epoca, non soggiacciono ai suoi diktat. L’ultimo messo sulla graticola è Villano, “reo” di non aver assecondato il progetto di Brancaccio di mandare a casa Santillo, dopo aver condotto l’amministrazione in un burrone.

Il municipio di Orta di Atella

Orta al Centro è stata infatti attaccata per l’assenza all’ultimo consiglio comunale. Il “piano” era quello di costringere Santillo di andare alla corte di Brancaccio per cercare di trovare un’intesa per andare avanti. Villano & co. non si sono prestati al gioco degli ex “Coraggiosi”, alias non hanno voluto avere a che fare il principale attore del disastro politico e amministrativo. Ed ecco il puntuale fuoco di fila social. Ma, come detto, i tempi fortunatamente sono cambiati. Il ritorno al passato è impossibile. La mossa di Villano e di Orta al Centro lo conferma. In futuro stop alleanze con chi pretende di spadroneggiare. La città ha già pagato un prezzo altissimo. Se errare è umano, perseverare sarebbe diabolico. E inaccettabile.

Mario De Michele

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