Nel 2026 in Germania 12mila richiedenti asilo, molti arrivati dall’Italia: dovrebbero essere trasferiti dove sono sbarcati

Nei primi sei mesi del 2026 la Germania ha registrato l’arrivo di 11.745 “dublinanti”, ossia migranti che in base alla Riforma dell’asilo europea dovrebbero essere trasferiti in Italia, in Grecia o in Spagna o negli altri Paesi di primo approdo della Ue. E dai dati del ministero dell’Interno tedesco risulta anche che in 7.591 casi i partner europei hanno confermato che i richiedenti asilo sono arrivati effettivamente nei loro Paesi. Un’ammissione che rappresenta spesso l’anticamera dei trasferimenti – e il numero di quest’anno risulta insolitamente alto rispetto al passato. Tradizionalmente, l’Italia risponde ad esempio raramente alle richieste di conferma che arrivano da Berlino. Ma è chiaro che una percentuale importante dei cosiddetti “movimenti secondari”, dei migranti che dovrebbero chiedere asilo appena mettono piede in Europa ma che preferiscono proseguire il loro viaggio in direzione Germania, provengono dall’Italia.

È altrettanto palese che dopo la “moratoria” tra Berlino e Roma sui casi pregressi sottoscritta a dicembre del 2025, la Germania si aspetta che i “dublinanti” arrivati da gennaio del 2026 siano tutti trasferibili nei Paesi di primo approdo, Italia inclusa. Altrimenti non avrebbero scelto, come primo caso, quello di Abdirisaq Warsame, una cittadina somala arrivata in Assia a fine marzo e che dovrà essere respinta in Italia in 19 agosto. Anche se la riforma dell’asilo europeo è entrata in vigore il 12 giugno, Berlino pensa insomma di avere il diritto di trasferire tutti i dublinanti giunti in Germania quest’anno. Agli 11.745 arrivati entro fine giugno andrebbero aggiunti dunque anche arrivati a luglio e agosto.

Ieri la notizia sul primo trasferimento di un “dublinante” in Italia dopo quattro anni di “no” di Giorgia Meloni, anticipata da Repubblica, è rimbalzata sui principali giornali tedeschi come la Bild e la Süddeutsche Zeitung. D’un lato è una novità che mette in imbarazzo il cancelliere Friedrich Merz che ha stretto rapporti eccellenti con Giorgia Meloni e ha totalmente sostenuto il suo arrembaggio al leader socialista Pedro Sánchez, tanto da sottoscrivere la famosa lettera di 22 capi di Stato e di governo voluta da Roma. Un testo in cui si stigmatizzavano, nel mezzo dell’emergenza a Ceuta, le sanatorie sui migranti decise nei mesi scorsi da Madrid.

D’altro canto, i titoli sulla Germania che ricomincia a respingere i “dublinanti” in Italia non saranno affatto dispiaciuti a una fetta del partito del cancelliere Merz, impegnato in una rincorsa disperata dell’Afd in tre land dell’Est dove si vota a settembre. In particolare in Sassonia-Anhalt, l’Afd è sopra il 40%, distacca ormai di venti punti la Cdu e rischia di riuscire a governare da sola. Oltretutto il cancelliere è afflitto da indici di impopolarità peggiori di quelli che erano toccati al socialdemocratico Olaf Scholz, bollato per anni come il cancelliere meno amato della storia, sondaggi alla mano.

 

 

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