Stretta sulle targhe polacche: l’auto va assicurata in Italia. Soltanto a Napoli 35mila veicoli

Le targhe polacche sulle auto che circolano nelle strade italiane – il record è a Napoli con 35 mila veicoli – potrebbe presto essere un ricordo lontano. Il testo-base del nuovo codice della strada, sul quale le associazioni di settore sono ancora chiamate ad esprimersi (dovranno farlo entro il 13 settembre), introduce l’obbligo di assicurazione in Italia. La stretta, insomma, è dietro l’angolo e passerà per l’approvazione finale del testo, in autunno, da parte del governo. Da tempo il fenomeno è diffuso soprattutto in Campania, dove le Rc Auto hanno costi elevati a causa dell’alto numero di sinistri. Gli automobilisti, in sostanza, cercano così di risparmiare sulla polizza e di eludere eventuali sanzioni per violazioni del codice della strada.

La circolazione dei veicoli stranieri in Italia è stata disciplinata inizialmente dal decreto Sicurezza del 2018, che aveva introdotto, con alcune eccezioni, il divieto di circolazione dei veicoli immatricolati all’estero di proprietà di residenti in Italia. Successivamente, l’art. 93-bis del Codice della strada ha previsto il divieto per i veicoli esteri di proprietà di persone residenti in Italia da oltre tre mesi e l’obbligo di registrazione per quelli intestati a residenti all’estero e circolanti in Italia per oltre 30 giorni nell’anno, anche non consecutivi.

Secondo il testo-base del nuovo codice della strada, dopo l’iscrizione nel registro scatterà inoltre l’obbligo di stipulare una copertura assicurativa con un’impresa italiana o autorizzata a operare nel nostro Paese. Infine, proprio per circoscrivere il fenomeno legato alle targhe polacche, secondo quanto riportato da Quattroruote, dallo scorso 13 agosto, il ministero dell’Interno consente alle autorità italiane di accedere ai portali governativi polacchi per verificare in tempo reale documenti di circolazione, assicurazioni Rc Auto e patenti rilasciate in Polonia.

Il prefetto di Napoli Michele di Bari, intanto, ha disposto l’attuazione di controlli mirati. “Grazie alla possibilità di accesso diretto alle banche dati internazionali e al sistema del Reve (Registro Veicoli Esteri) – si legge in una nota della Prefettura – i controlli possono intercettare le auto immatricolate fittiziamente fuori dai confini nazionali, comminando le relative sanzioni pecuniarie e il sequestro amministrativo dei mezzi dei trasgressori”. La tematica sarà oggetto di specifica attenzione e di un mirato approfondimento in occasione della prossima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

 

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