Orta di Atella, Massaro: “Basta con i padrini, la città al primo posto. Io ci sono”

Da presidente dell’assise si è sempre tenuto a debita distanza dalla mischia politica, nel pieno rispetto del suo ruolo istituzionale. Ora che l’amministrazione comunale targata Antonino Santillo è giunta al capolinea per la mancata approvazione del rendiconto 2025, Giuseppe Massaro scende di nuovo in campo da leader di Orta sul Serio per fare un resoconto degli ultimi anni. E soprattutto per indicare la strada che conduce alla ripartenza della città, dopo un triennio nel quale la coalizione di governo, a trazione Angelo Brancaccio, ha collezionato disastri senza affrontare e risolvere nessuno dei problemi urgenti sul tappeto.

Dopo qualche errore iniziale, con più di uno screzio con gli esponenti dell’opposizione, dovuto all’inesperienza e al suo carattere fin troppo istintivo, Massaro con intelligenza ha aggiustato la rotta. E ha svolto in modo super partes il delicato compito di timoniere del civico consesso. Sbagliando si impara. E lui ha tratto insegnamento da qualche scelta errata dimostrando sensibilità istituzionale e maturità politica. Il documento pubblicato su Fb è la conferma della sua crescita. “Ci sono momenti in cui bisogna fermarsi. Respirare. E guardare la propria città negli occhi”, afferma Massaro. Che aggiunge: “Quello che sta accadendo oggi a Orta di Atella è uno di questi momenti. Si chiude una stagione amministrativa. E se ne apre inevitabilmente un’altra. Io non voglio viverla cercando colpevoli. Non voglio alimentare polemiche. E soprattutto non voglio raccontare una storia nella quale le responsabilità sono sempre degli altri”.

Perché – afferma il fondatore dl Orta sul Serio – io, in questi anni, c’ero. Ho avuto l’onore di ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale. Ho vissuto le istituzioni da vicino. Ho conosciuto le difficoltà, le responsabilità, le scelte e anche i limiti della politica. E proprio per questo oggi sento ancora più forte il dovere di guardare avanti. Con umiltà. Con consapevolezza. Con coraggio. Perché Orta non può permettersi di vivere un’altra stagione fatta soltanto di contrapposizioni. Non abbiamo bisogno di dividerci ancora. Abbiamo bisogno di costruire. Di tornare a parlare di cose concrete: scuole e famiglie, strade e sicurezza, territorio e urbanistica, ambiente e decoro, commercio e sviluppo, sport, giovani e associazioni, servizi e una macchina comunale che funzioni”.

Su come rilanciare la città Massaro ha le idee chiare. Al netto delle frasi di circostanza, che in questi giorni si sprecano, l’ex presidente del consiglio si mette a disposizione della comunità ma con paletti insormontabili. “Io ci sono. Con l’esperienza maturata in questi anni. Con gli errori dai quali ho imparato. Con le idee che voglio mettere a disposizione. E con la voglia di continuare a fare la mia parte. Senza rancore. Senza scorciatoie. Senza padrini. Con Orta al primo posto. Perché il passato ci appartiene. Ma il futuro… il futuro è ancora tutto da scrivere”.

Massaro dice basta al “rancore” e al clima perennemente avvelenato. Dice stop alle “scorciatoie” che portano in vicoli cechi. E ancor di più sostiene che è l’ora di accantonare i “padrini” che vivono nel passato e che per la loro forma mentis distorta continuano a riproporre vecchie e deleterie logiche. Come dargli torto? La catastrofe amministrativa di Santillo dipende in gran parte proprio dal clima rancoroso e al vetriolo, dalle scorciatoie dei balletti di poltrone e dall’atteggiamento di chi si crede ancora il padrone di Orta di Atella. E da tale si comporta producendo danni incalcolabili.

Da cosa ripartire? Come voltare pagina? Massaro non ha dubbi. “C’è una cosa che viene prima di tutto. La fiducia. La fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La fiducia nella politica. La fiducia che Orta possa tornare a credere in sé stessa. Ed è da qui che voglio ripartire. Orta sul Serio non nasce contro qualcuno. Nasce per Orta. Non nasce per occupare uno spazio. Nasce per costruire un progetto. Non nasce per promettere miracoli. Nasce per mettere insieme persone, competenze e idee. Vogliamo una politica capace di ascoltare prima di decidere. Una politica nella quale la competenza conti più dell’appartenenza. Una politica nella quale la squadra venga prima del singolo. Una politica nella quale gli interessi della città vengano prima degli interessi personali”.

Il leader di Orta sul Serio è convinto che “la città abbia molto più futuro di quello che oggi riusciamo a vedere”. Ma avverte: “Quel futuro non arriverà da solo. Dovremo costruirlo. Insieme. A chi è deluso. A chi si è allontanato dalla politica. A chi non crede più nelle promesse. A chi, nonostante tutto, continua ad amare questa città. Dico: non arrendiamoci. Non lasciamo che siano sempre gli altri a decidere quale debba essere il nostro futuro. Torniamo a partecipare. Torniamo a discutere. Torniamo a progettare. Torniamo a credere che fare politica possa significare ancora una cosa semplice: mettersi al servizio della propria comunità”.
Parola di Giuseppe Massaro. Parole sagge. E condivisibili. Ma per essere vere e concrete bisognerà metterle in pratica.

Mario De Michele

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