Schengen, altri 15 giorni di stop con la Spagna. Madrid attacca Meloni: “Vergogna, non è all’altezza”

Nuovo scontro sui migranti sull’asse Roma Madrid. Il governo italiano proroga di altri 15 giorni lo stop a Schengen, deciso lo scorso agosto dopo la crisi di Ceuta. Durissima la reazione di Madrid che oltre a restituire la pariglia (stessi giorni di controlli alle frontiere con l’Italia), accusa Meloni e Tajani “di non essere leader europei all’altezza”. “Italia vergognosa”, aggiunge il ministro degli Esteri spagnolo Josè Manuel Albares.

A stretto giro arriva la replica del vicepremier Antonio Tajani: “L’Italia applica le regole e i trattati europei con l’unico obiettivo di difendere la sicurezza delle frontiere e dei propri cittadini. La reazione del governo spagnolo alla decisione italiana di proseguire con la sospensione di Schengen appare quindi fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva”.

La proroga dei controlli “alle frontiere aeree e marittime con la Spagna” è stata decisa questa mattina dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ne ha dato comunicazione con una nota indirizzata alla Commissione europea e agli omologhi ministri dell’Unione. Il provvedimento, informa il Viminale, è stato ritenuto necessario dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi in mattinata. Permangono infatti “elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche”.

Come detto, la Spagna ha risposto nello stesso modo: notificando all’Unione Europea la decisione di prorogare di altri quindici giorni i controlli alle frontiere, negli aeroporti e nei porti marittimi, per i collegamenti diretti tra il Regno di Spagna e la Repubblica italiana. Il ministero dell’Interno iberico ricorda che Madrid ha reintrodotto tali controlli l’8 agosto e li ha prorogati per la prima volta fino al 23 settembre. Il governo di Pedro Sanchez “ritiene che le circostanze alla base dell’adozione di tale misura persistano e ha pertanto deciso di prorogarla fino all’8 ottobre, ferma restando la possibilità che un mutamento di tali circostanze giustifichi una modifica della tempistica prevista”, precisano dal ministero.

Altri 15 giorni di proroga, dunque. Tutti i passeggeri di Paesi terzi in arrivo con voli e navi da scali spagnoli dovranno continuare ad esibire i documenti. Già a fine agosto, il governo di Giorgia Meloni aveva deciso allungare di altre due settimane i controlli alla frontiera aerea e navale con la Spagna. Ora la nuova decisione nonostante l’esito dei controlli nel mese scorso non sia stato significativo: su 180.000 persone a cui sono stati chiesti i documenti, solo 31 sono stati i respinti e di questi 8 sono marocchini anche se sembra impossibile che siano arrivati da Ceuta.

“La decisione è stata assunta – aveva spiegato il Viminale – in linea con l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso primo agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all’Unione Europea, affinché in quell’area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione”.

Una scelta a cui il governo guidato da Pedro Sanchez aveva reagitoprorogando a sua volta per altri quindici giorni i controlli dall’Italia.

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