È iniziata ieri la gestione commissariale del comune di Orta di Atella. Il prefetto Luisa Volpe ha affidato al viceprefetto Florinda Bevilacqua le rendi dell’ente locale fino alle elezioni amministrative in programma nella prossima primavera. La fine dell’era Antonino Santillo è stata scritto lo scorso 10 settembre. L’assise votò contro il rendiconto 2025 determinando lo scioglimento anticipato del civico consesso. In seguito alla rottura con Orta Prospettiva Futuro, che lo aveva tenuto in sella per 3 anni, il sindaco si era dimesso il 31 agosto e aveva 20 giorni di tempo per tornare sui suoi passi. Ma il sipario è calato prima della scadenza dei termini previsti dal Tuel.
Il rendiconto incassò 10 voti contrari, un astenuto e nessun “sì”. Un risultato bulgaro dovuto all’assenza dei consiglieri Pasquale Lamberti, Ciro Palladino, Francesco Lettieri e Rocco Russo, ultimi sostenitori della fascia tricolore e della giunta. Raffaele Lampano non partecipò perché impegnato nell’organizzazione dei festeggiamenti in onore di San Massimo. Votarono “no” allo strumento contabile il presidente dell’assie Giuseppe Massaro e i consiglieri Tiziana Dirasco, Mena Capasso, Gennaro Colella, Antonio Sorvillo, Nicola Margarita, Imma Liguori, Nicola Russo, Anna Cirillo e Raffaella D’Ambrosio. Si astenne Giovanna Migliore.
“Finisce con le terze dimissioni irrevocabili in tre anni e l’ennesima fuga dal Consiglio Comunale. Tra tutti i modi possibili di finire, il Sindaco e questa amministrazione hanno scelto il più amaro, il più mortificante. In contumacia”. È l’incipit del documento congiunto pubblicato su Fb da Agorà, Città Visibile e Pd all’indomani dell’ultimo consiglio comunale. Le uniche tre forze da sempre convintamente alternative alla maggioranza aggiungono: “Forse non poteva esserci epilogo più coerente per una “grande coalizione” nata per vincere e finita per lasciare una città immobile. La dimostrazione, ancora una volta, che gli accrocchi elettorali non sono soltanto inutili. Alla fine, sono anche dannosi. È anche da qui che nasce il percorso che Città Visibile, Agorà e Partito Democratico hanno scelto di costruire. Un confronto politico lungo, paziente, iniziato più di un anno fa. Non nelle ore dell’ennesimo scioglimento, non per inseguire una scadenza, ma per prepararsi a un tempo nuovo. Perché in questi anni, fuori dal Consiglio Comunale, un pezzo di città ha continuato a tenere accesa una luce. Un’opposizione coerente, mai di circostanza, libera dalle convenienze del momento”.
Agorà, Città Visibile e Pd già tracciano le direttrici sulle quali si muoveranno. “Quella luce oggi può diventare energia. Una forza pronta a essere motore anche elettorale, in qualsiasi momento questa città sarà chiamata a votare. Pronta a trasformarsi in proposta, nuova comunità, un orizzonte diverso. Un progetto che vuole avere un carattere progressivo e progressista, forte della propria identità, certamente capace di aprirsi, dialogare e confrontarsi senza alcuna voglia, però, di snaturarsi. Che metta il rispetto prima dello scontro, le idee al posto degli attacchi personali. Con lo spazio, per ciascuno, di pensarla diversamente senza il rischio di essere delegittimato per questo. I tre gruppi politico-civici non hanno dubbi: “La lezione, stavolta, è stata chiara: si governa avendo il coraggio di rappresentare i cittadini con una progettualità definita. Perché vincere non basta. Bisogna sapere dove si vuole andare. E, soprattutto, avere il coraggio di dirlo prima. La speranza è che questa volta la città trovi il coraggio di mettere un punto. Di chiudere una pagina. E di andare a capo. Con una direzione nuova, una visione nuova, un modo nuovo di stare insieme. Questa volta per davvero”.





