Il primo scrutinio segreto arriverà nelle prossime ore, con l’esame delle cosiddette pregiudiziali di costituzionalità al Melonellum. Sono le votazioni preliminari necessarie a stabilire se esistono ragioni per non procedere all’esame di un provvedimento. Se ne passa anche solo una, l’iter della proposta di legge non può proseguire. L’attenzione è massima, tant’è che parlamentari, ministri e sottosegretari sono già stati precettati: “La presenza è obbligatoria”.
Il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità
Intanto, è arrivato il via libera per l’aula della commissione Affari Costituzionali della Camera alla riforma. Favorevole al mandato al relatore tutta la maggioranza, contrarie le opposizioni, compreso Futuro Nazionale. In dichiarazione di voto finale per il centrodestra sono intervenuti solo FdI ed Nm. Nel pomeriggio, dalle 16.15, è prevista la discussione generale e domani in mattina è in calendario il voto sulle pregiudiziali.
Niente ‘vedette’ anti franchi tiratori
Questa volta sarà più complicato per i partiti di maggioranza controllare i deputati dall’alto, mandando in tribuna delle “vedette” come Fratelli d’Italia ha fatto a luglio, quando alla Camera l’emendamento sulle preferenze è stato affossato per un solo voto nel segreto dell’urna: lo staff armato di cellulare era stato incaricato di riprendere il voto perché i dirigenti del partito potessero poi rivedere la “Var” in cerca di potenziali “franchi tiratori”.
D’accordo con l’Associazione stampa parlamentare, la piccionaia centrale d’ora in poi sarà aperta solo ai giornalisti. Una contromisura tuttavia limitata. Gli addetti stampa dei parlamentari potranno comunque accedere alle tribune laterali dei cine-operatori, firmandone lo stesso “Codice di autoregolamentazione”. Cinque regole di condotta, tra cui, quella di “non utilizzare tecniche di rielaborazione di riprese fotografiche e/o visive che comportino un danno alla dignità dei deputati e membri del governo presenti in aula e al diritto alla riservatezza”. Riservatezza tanto più importante nel voto segreto.
Magi in sciopero della fame
Sulla riforma continua a montare la protesta. “No alla legge truffa”, incalzano le opposizioni. Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, annuncia che da oggi inizierà “un digiuno per ottenere la modifica almeno delle parti peggiori di questa norma e consentire di presentare le liste con la firma digitale. Questa legge elettorale – spiega – è un colpo di stato elettorale, una legge incostituzionale, che vuole consentire a una minoranza nel paese di diventare maggioranza schiacciante in Parlamento. È inaccettabile. Si vuol impedire a delle forze politiche di partecipare alle elezioni e questo è contro i cittadini, non contro i partiti”.





