Maxi accelerazione dei prezzi a settembre. Secondo i dati diffusi dall’Istat i prezzi schizzano del 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto, e dello 0,7% su base mensile. L’inflazione, sottolinea l’Istituto, resta influenzata dalla crescita dei prezzi dei beni energetici, che passano da +17,1% a +22,3%. Il caro energia si fa sentire anche sul cosiddetto carrello della spesa, cioè il paniere di beni alimentari e della cura della casa e delle persona, che schizza da +0,9% a +1,7%. Accelerano anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, che passano da +4,3% a +5,3%). La fiammata dei prezzi proietta al rialzo anche l’inflazione acquisita, cioè la crescita media che si avrebbe se i prezzi rimanessero stabili nella restante parte dell’anno, che sale a +3,1% per l’indice generale.
Cala la fiducia di consumatori e imprese
Cambia in generale l’umore verso l’economia italiana. A settembre sia il clima di fiducia dei consumatori sia l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese diminuiscono, il primo da 94,5 a 91,2 e il secondo da 97,0 a 95,9.
Solo manifattura in controtendenza
Nel caso delle imprese, rileva l’Istat, si tratta del primo calo dopo tre mesi consecutivi di crescita. Guardando ai settori, solo nella manifattura la fiducia migliora (l’indice sale da 90,2 a 91,9). Mentre nei servizi e nelle costruzioni l’indice è in ripiegamento: nei servizi di mercato cala da 99,4 a 96,9 e nel commercio al dettaglio scende da 106,5 a 104,5, nelle costruzioni diminuisce da 102,8 a 97,5.
Per i consumatori, invece, la diminuzione è attenuata da alcuni cambiamenti nell’organizzazione della rete di rilevazione. Al netto di queste modifiche, l’istituto rileva una moderata riduzione del clima di fiducia complessivo e di quelli personali, corrente e futuro, mentre il clima economico registra una diminuzione leggermente più marcata.





