Diciassettemila e cinquecento euro di soldi pubblici per il marketing territoriale del Comune di Aversa. Non proprio bruscolini. Soprattutto in tempi in cui dalle parti di piazza Municipio ogni euro dovrebbe essere pesato con il bilancino e le priorità per la città non mancano di certo. Con la determina dirigenziale numero 535 del 30 settembre il Comune ha affidato direttamente alla PRO Creative Studio il servizio di marketing territoriale attraverso il Mercato elettronico della Pubblica amministrazione (link in basso).
L’incarico durerà fino al 31 dicembre 2027 e costerà complessivamente 17.500 euro: 3.500 per il 2026 e 14mila per il prossimo anno. E potrebbe non finire qui. Gli atti prevedono infatti la possibilità di prolungare il servizio anche per il 2028 mettendo sul piatto altri 14mila euro. L’opzione è bene precisarlo non è compresa nell’affidamento appena disposto e potrà essere esercitata soltanto con un successivo provvedimento e previa disponibilità delle risorse finanziarie. Se venisse utilizzata il conto complessivo salirebbe a 31.500 euro.

UN SOLO PREVENTIVO “CONGRUO”
La procedura nasce da un avviso pubblico approvato l’11 settembre per acquisire preventivi tecnico-economici. L’avviso aveva carattere esplorativo e prevedeva espressamente la possibilità di procedere all’affidamento anche in presenza di un solo preventivo purché ritenuto congruo, conveniente e idoneo. Trascorsi i sette giorni concessi per la presentazione dalla determina emerge un solo preventivo, quello di PRO Creative Studio. Negli atti non viene fatta menzione di altre offerte pervenute. L’operatore ha proposto 3.500 euro per il 2026 e 14mila per il 2027.
La determina riferisce inoltre che PRO Creative Studio ha dichiarato esperienze pregresse in servizi analoghi, tra cui attività di comunicazione istituzionale e marketing territoriale per il Comune di Trentola Ducenta e attività di comunicazione per la Fondazione Campania dei Festival. Prevista anche una presenza negli uffici comunali per 24 ore settimanali secondo una programmazione da concordare con l’amministrazione. Il Comune ha ritenuto il preventivo congruo, conveniente e idoneo e ha quindi proceduto all’affidamento diretto. Tutto secondo quanto previsto dalla procedura. Resta però un dato: per un servizio pagato con denaro pubblico dalla determina non emerge una pluralità di preventivi tra i quali l’ente abbia potuto effettuare una comparazione.

LA COINCIDENZA DEL RAPPORTO PREGRESSO
Fin qui gli atti. Poi c’è una coincidenza che sul piano politico qualche interrogativo inevitabilmente lo solleva. L’operatore economico che si è aggiudicato il servizio si avvale infatti della collaborazione di una persona, con un sponsor politico, che già da alcuni mesi segue la comunicazione del sindaco Francesco Matacena. Un rapporto dunque che precede l’affidamento comunale. Una coincidenza, sia chiaro. E come tale la registriamo. Non c’è negli atti alcun elemento che consenta di parlare di irregolarità o favoritismi. Ma quando di mezzo ci sono soldi pubblici anche le coincidenze possono legittimamente trasformarsi in domande. Perché proprio quell’operatore? Perché dalla determina emerge soltanto il suo preventivo? E soprattutto: era davvero necessario destinare una cifra di questa entità al marketing territoriale?
Il preventivo viene giudicato “congruo, conveniente e idoneo” rispetto alle esigenze dell’ente. Una valutazione amministrativa che tuttavia non impedisce di interrogarsi sull’opportunità di spendere 17.500 euro di risorse pubbliche per il marketing territoriale con la prospettiva di arrivare a 31.500 qualora venisse esercitata anche l’opzione per il 2028. Perché “congruo” non significa automaticamente indispensabile. E quando si utilizzano soldi della collettività la domanda non dovrebbe essere soltanto se una spesa sia consentita ma anche quanto sia necessaria e quali risultati concreti sia in grado di produrre.

IL MARKETING DEL DEGRADO
C’è poi una domanda che viene prima di tutte le altre: cosa dovrebbe promuovere il nuovo marketing territoriale? Perché prima dell’immagine viene la sostanza. E finora i risultati amministrativi della squadra di governo non sembrano offrire materiale particolarmente esaltante. Basta fare un giro per il Parco Pozzi, il principale polmone verde della città. Già nel parcheggio erbacce, incuria e problemi di manutenzione restituiscono un’immagine che avrebbe bisogno prima di interventi e poi eventualmente di essere promossa. Il rischio è quello di mettere il vestito buono a una città senza prima preoccuparsi di sistemare quello che c’è sotto.
Il marketing territoriale dovrebbe servire a valorizzare Aversa, il suo patrimonio storico, culturale e le sue eccellenze. Ma nessuna campagna di comunicazione può tagliare l’erba, sistemare un parco o sostituirsi alla buona amministrazione. Se si continua così insomma il lavoro per chi dovrà occuparsi della promozione non mancherà. Più che marketing territoriale però rischia di diventare il marketing dei disastri: 17.500 euro per raccontare meglio quello che l’amministrazione non riesce a sistemare. E a quel punto servirà davvero un bravo comunicatore.
Mario De Michele





