Aversa, Oliva attacca Matacena sulla Protezione civile. Guerra social dell’ex vicesindaco dopo la cacciata dalla giunta

Prima la Stranormanna. Poi la festa provinciale della Polizia di Stato. Due appuntamenti importanti. Un’assenza che non passa inosservata. Quella della Protezione civile di Aversa. E Alfonso Oliva torna all’attacco dell’amministrazione Matacena. Lo fa con due post al vetriolo (foto in basso). Parole pesanti. Accuse taglienti. E una richiesta: “Ridateci la Protezione civile”. L’ex vicesindaco punta il dito contro il primo cittadino. Al centro dello scontro c’è la nomina del coordinatore del Gruppo comunale di Protezione civile. Il precedente responsabile si sarebbe dimesso il 14 agosto. Il 4 settembre l’assemblea dei volontari avrebbe eletto Ciro Nugnes. Tre giorni dopo il verbale sarebbe stato protocollato all’attenzione del sindaco.

Ma da allora, secondo Oliva, è tutto fermo. La nomina non sarebbe stata ancora ratificata. E il Gruppo comunale sarebbe rimasto senza un coordinatore formalmente nominato. Da qui l’affondo. Oliva ha scritto al presidente della Regione Campania Roberto Fico, all’assessore regionale Fiorella Zabatta, al direttore generale della Protezione civile regionale Italo Giulivo e al presidente del Consiglio regionale, chiedendo l’attivazione dei poteri sostitutivi e persino la nomina di un commissario ad acta qualora venisse accertata l’inerzia del Comune. Un attacco frontale. Senza sconti.

Alfonso Oliva

In un altro post l’ex numero due dell’amministrazione rincara la dose. Ricorda che alla Stranormanna sarebbero intervenuti i gruppi di Protezione civile dei Comuni limitrofi per sopperire all’assenza di quello aversano. Poi cita la festa provinciale della Polizia di Stato celebrata all’Annunziata. Anche lì, afferma Oliva, tutte le istituzioni presenti. Tranne la Protezione civile cittadina. E formula la sua spiegazione: il nuovo coordinatore eletto dai volontari non sarebbe gradito al sindaco. Da qui la mancata ratifica. Un’accusa politica che, allo stato, resta naturalmente la versione di Oliva.

Nella nuova crociata dell’ex vicesindaco c’è anche un dato politico che non può essere cancellato con un post su Facebook. Oliva non è stato un oppositore della prima ora dell’amministrazione Matacena. Tutt’altro. Per i primi due anni del mandato è stato vicesindaco con uno stipendio di 3.400 euro al mese, per un totale di 81.600 euro in un biennio. Oliva è stato uno degli uomini di punta della squadra targata Franco Matacena. Dentro la giunta. Dentro le scelte. Dentro quella stessa esperienza amministrativa che oggi bersaglia quasi quotidianamente sui social.

Francesco Di Palma e Franco Matacena

La rottura è arrivata dopo, quando Matacena lo ha estromesso dalla giunta e poi ha nominato Francesco Di Palma al suo posto. Da quel momento Oliva ha cambiato decisamente registro. E ha avviato una martellante campagna social contro il sindaco e l’amministrazione. Post. Denunce politiche. Stoccate. Accuse, anche sul piano personale. Quasi un bollettino quotidiano delle cose che ad Aversa non funzionerebbero. Legittimo. La politica è anche questo. Ma la cronologia pesa. Perché se oggi Oliva descrive Matacena come il sindaco del “trascinamento” e del “non fare” e fa riferimento alle “badanti”, resta inevitabile una domanda: quando quei primi due anni di amministrazione trascorrevano con Oliva seduto sulla poltrona di vicesindaco il “trascinamento” non c’era ancora? Oppure è diventato insopportabile soltanto dopo lo sfratto dalla giunta?

Sul caso Protezione civile però, al di là della guerra ormai permanente tra ex alleati, resta una questione concreta: Aversa ha o non ha oggi un coordinatore pienamente operativo e formalmente nominato? E perché il gruppo cittadino non era presente a due appuntamenti pubblici di rilievo? Su questo servono risposte.

Mario De Michele

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