Un uomo di 37 anni, di nazionalità italiana, ha aggredito la compagna trentunenne, tentando di ucciderla, e dopo che lei è riuscita a mettersi in salvo dai vicini con la figlia di un anno lui si è suicidato, gettandosi dal balcone al decimo piano del condominio in cui vivevano, in via Cervino 42. Il tentato omicidio e il successivo suicidio è avvenuto questa mattina, domenica 4 ottobre, alla periferia nord di Torino, nel quartiere Barriera di Milano. Del caso si occupano i carabinieri.
Poco dopo le 10 tra i due è scoppiata una lite per futili motivi. Il diverbio è rapidamente degenerato ed è proseguito sul terrazzino di casa. Stando a quanto trapelato, la donna avrebbe riferito ai militari intervenuti: «Mi ha messo le mani sul collo e stringeva, non respiravo. Mi ha dato delle botte in testa». Il diverbio sarebbe avvenuto per questioni legate alla gestione della bambina. Da tempo, racconta chi li conosce, «erano in crisi». La donna avrebbe perso i sensi per alcuni minuti, forse ha sbattuto la testa a terra. Si è risvegliata ed è scappata via. «Ero disperata, pensavo alla mia bambina, non potevo lasciarla da sola. Dovevo portarla in salvo e lontano da lì».
La trentunenne è riuscita a prendere la figlioletta e a precipitarsi fuori dall’alloggio, correndo a perdifiato. Sconvolta e terrorizzata, ha trovato rifugio nell’abitazione dei vicini, al civico 46 implorando aiuto: «Aiutatemi, vuole ammazzarmi», avrebbe iniziato a suonare ai citofoni e urlato ai residenti di essere in pericolo. Loro hanno dato l’allarme al 112. Pochi istanti dopo, l’uomo è salito su una sedia e si è lanciato nel vuoto. «Abbiamo sentito le urla provenire dall’alto e subito dopo un tonfo sordo nel cortile», hanno raccontato alcuni testimoni residenti nella palazzina. Alcuni avrebbero provato a farlo desistere. Ma dopo alcuni attimi si è buttato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i mezzi di soccorso, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.
La trentunenne, ascoltata a lungo dai militari dell’Arma, ha fornito un contributo fondamentale per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Dalle prime verifiche è emerso che non c’erano denunce pregresse per maltrattamenti o episodi di violenza domestica. La madre e la bambina stanno bene fisicamente, la donna è ancora profondamente segnata dal trauma.





