Maddaloni, 20 milioni per Cava Monti. Santangelo: “Importante passo in avanti, ora interventi strutturali”

Venti milioni di euro per Cava Monti. A Maddaloni la lunga partita del risanamento ambientale segna un punto importante. Non ancora la vittoria, sia chiaro. Ma un passo concreto verso la riqualificazione di un sito che da troppo tempo attende risposte. Con il decreto dirigenziale numero 213 del 19 ottobre 2026 è stato ammesso a finanziamento l’intervento di messa in sicurezza permanente della cava, attraverso le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027. Un risultato amministrativo significativo.

A sottolineare il valore del provvedimento è Vincenzo Santangelo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Anticamorra, Beni confiscati e Terra dei Fuochi. Per l’esponente del partito della premier Giorgia Meloni la questione ha anche una dimensione personale. Maddaloni è la sua città. Non è un feudo elettorale da frequentare soltanto nelle stagioni del consenso. “È una notizia che accolgo con grande soddisfazione e anche con una forte emozione”, afferma Santangelo. Che rivendica il legame con le proprie radici: “Parliamo di Maddaloni, la mia città, una comunità alla quale sono profondamente legato e per la quale sento ogni giorno una grande responsabilità”.

Non soltanto dichiarazioni di principio. Il consigliere regionale ricostruisce il lavoro svolto per affrontare la questione. “Ho seguito personalmente la vicenda di Cava Monti, affrontando questa delicata problematica anche attraverso interlocuzioni dirette con il Generale Giuseppe Vadalà, Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, che desidero ringraziare per la disponibilità, l’attenzione e l’impegno istituzionale”.

Un confronto ai livelli competenti per cercare di imprimere un’accelerazione a un dossier ambientale particolarmente delicato. Non si tratta soltanto del recupero di un’area compromessa. In gioco ci sono la tutela della salute pubblica, la qualità della vita e il futuro di un territorio che non può permettersi di restare prigioniero delle emergenze. “Il finanziamento di 20 milioni di euro rappresenta un passaggio concreto e significativo verso la messa in sicurezza di un sito che richiede risposte serie e interventi strutturali”, osserva Santangelo.

Il presidente della Commissione speciale allarga quindi il ragionamento all’azione dell’esecutivo nazionale. “Desidero esprimere apprezzamento anche per l’impegno del Governo Meloni nel contrasto all’inquinamento ambientale e nel risanamento dei territori della Terra dei Fuochi”. Ma la tutela dell’ambiente, almeno nelle intenzioni dichiarate, dovrebbe sottrarsi alle schermaglie tra maggioranza e opposizione. La salute non ha tessere di partito. E l’inquinamento non distingue tra elettori di destra e di sinistra. “La salute dei cittadini, la salvaguardia dell’ambiente e il futuro delle nuove generazioni – rimarca Santangelo – non possono essere terreno di scontro politico, ma devono rappresentare una responsabilità condivisa”.

Fin qui la soddisfazione. Poi arriva il richiamo al principio che dovrebbe governare qualsiasi intervento pubblico: i soldi stanziati non bastano. Devono trasformarsi in opere. Perché il rischio di fermarsi agli annunci è sempre dietro l’angolo. E la distanza tra la mise en scène istituzionale e i risultati effettivi può diventare abissale. “Il decreto costituisce un risultato amministrativo importante, ma siamo consapevoli che il percorso non è ancora concluso”, precisa Santangelo. E aggiunge: “Adesso bisogna procedere con determinazione affinché alle risorse finanziarie seguano gli interventi e i risultati attesi”.

È questo il vero banco di prova. Lo stanziamento rappresenta una condizione necessaria. Non sufficiente. Serviranno procedure, progettazione e realizzazione delle opere. Soprattutto occorrerà vigilare affinché il cronoprogramma non diventi un esercizio di fantasia amministrativa. Il follow-up istituzionale sarà decisivo. “Come consigliere regionale e presidente della Commissione speciale Anticamorra, Beni confiscati e Terra dei Fuochi, continuerò a seguire direttamente ogni fase dell’iter, mantenendo costante il confronto con il Commissario Vadalà e con le istituzioni competenti”.

Il messaggio politico è chiaro. Santangelo rivendica l’attenzione riservata al problema, ma invita a non trasformare il finanziamento in una gara per appuntarsi medaglie sul petto. “Non è il momento di rivendicare meriti personali. È il momento di lavorare, tutti insieme, per restituire sicurezza, fiducia e prospettive alla nostra comunità”. Una dichiarazione che richiama il principio del bon sens: davanti a questioni che riguardano la salute collettiva, la competizione politica dovrebbe lasciare spazio alla collaborazione istituzionale. Non significa cancellare le differenze. Significa riconoscere che esistono interessi pubblici superiori alle convenienze di parte.

Nella parte conclusiva del suo intervento il consigliere regionale torna sul rapporto con Maddaloni. E il registro diventa apertamente personale. “Per me Maddaloni non è soltanto un territorio da rappresentare nelle istituzioni. È casa mia, è la mia storia, è il luogo in cui vivono le persone alle quali voglio bene. E proprio per questo continuerò a impegnarmi con ancora maggiore determinazione”. Infine, l’auspicio: “Maddaloni merita rispetto, attenzione e soprattutto fatti concreti. Questo è un passo importante. Ora avanti, fino alla realizzazione dell’intervento”.

Il finanziamento di Cava Monti apre dunque una fase nuova. Non chiude la partita. Il valore di un’opera pubblica non si misura soltanto dagli stanziamenti. Si giudica dagli effetti concreti. Dalla capacità di restituire tranquillità a un territorio e fiducia alla comunità. Venti milioni di euro sono una buona notizia. Ma non equivalgono ancora a una cava messa in sicurezza. La politica ha fatto la prima mossa. Adesso bisogna trasformare le risorse in cantieri e i cantieri in opere compiute. Perché la salute dei cittadini non può aspettare i tempi della burocrazia.

Mario De Michele

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