Il Consiglio comunale può attendere. Le beghe politiche no. Ad Aversa le priorità sembrano essersi capovolte. Mentre la città aspetta risposte sui problemi amministrativi, la maggioranza è alle prese con l’ennesimo regolamento di conti interno. E l’aula consiliare resta vuota. O quasi. La seduta di questa mattina è saltata per mancanza del numero legale. A disertare l’assise è stata la quasi totalità della maggioranza assieme ad alcuni esponenti della minoranza. Un flop istituzionale che fotografa lo stato di salute della coalizione di governo. E soprattutto la distanza siderale tra le manovre di palazzo e le esigenze degli aversani. A denunciare l’accaduto sono i consiglieri comunali Mario De Michele, Mauro Baldascino e Marco Girone. I tre non usano mezzi termini. Parlano di un atteggiamento irresponsabile che mortifica le istituzioni e relega in secondo piano le questioni fondamentali per il futuro della città. Nel mirino finisce soprattutto il sindaco. Anche il primo cittadino ha disertato la seduta. Un’assenza che per i tre consiglieri rappresenta l’ennesima dimostrazione di una gestione politica assorbita dalle tensioni interne e dalla ricerca di nuovi equilibri. Il redde rationem nella maggioranza sembra avere la precedenza sull’attività amministrativa. Prima le poltrone. Poi, eventualmente, i problemi della città.
“Non è tollerabile che le questioni amministrative di primaria importanza per Aversa vengano subordinate alle manovre di palazzo e ai dissidi interni della maggioranza”, dichiarano congiuntamente De Michele, Baldascino e Girone. “L’assenza odierna è un segnale di profondo disinteresse verso i problemi reali della città e un difetto di rispetto verso l’istituzione consiliare e i cittadini che rappresentiamo”. Parole che pesano come macigni. Perché il Consiglio comunale non è una dépendance delle segreterie politiche. Né può trasformarsi in uno strumento di pressione nelle trattative per la spartizione degli incarichi. L’assise è il luogo del confronto democratico. Non una merce di scambio nel mercato delle poltrone.

Il rischio è che il braccio di ferro nella maggioranza produca una paralisi amministrativa. Una sorta di stand-by permanente mentre la città continua ad aspettare risposte. E il sindaco, anziché garantire il funzionamento della macchina istituzionale, secondo i tre consiglieri appare sempre più concentrato sulla tenuta della propria coalizione. Ma la partita non è chiusa. Domani alle 9.30 è prevista la seduta in seconda convocazione. De Michele, Baldascino e Girone lanciano un appello soprattutto alle forze di opposizione e ai consiglieri di centrodestra affinché assicurino la propria presenza in aula. Un invito a mettere da parte le appartenenze e a privilegiare l’interesse pubblico. “Chiediamo a tutte le forze di opposizione e ai colleghi di centrodestra di compiere un gesto di responsabilità verso Aversa: domani occorre essere presenti in aula per far sentire la voce di chi ha davvero a cuore il bene comune e per trattare i punti all’ordine del giorno previsti”, concludono i tre consiglieri.
Il messaggio è chiaro. Le schermaglie politiche possono continuare altrove. Il Consiglio comunale deve tornare a svolgere la propria funzione. Perché tra un pourparler e l’altro, tra un vertice di maggioranza e una trattativa sottobanco, c’è una città che non può restare in ostaggio. La politica può anche permettersi il lusso di perdere tempo. Aversa no.
Mario De Michele





