Cesa, incarichi diretti e assunzioni sospette. Pm e Gip: “Il giornalista De Michele ha scritto la verità su Villano e Marrandino”

Non è soltanto un’altra battaglia giudiziaria vinta dal direttore di Italia Notizie Mario De Michele. È molto di più. È la vittoria dell’informazione libera e del giornalismo d’inchiesta. Un bene per tutti. Soprattutto per i cittadini che vengono messi a conoscenza di atti e fatti di estremo interesse pubblico, tenuti nel cassetto dai potenti di turno. Prima il pm, poi il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord hanno archiviato la querela per presunta diffamazione aggravata presentata dai coniugi Cesario Villano e Maria Teresa Marrandino ai danni di De Michele, difeso dall’avvocato Mario Griffo.

Per i magistrati il giornalista ha scritto la pura verità basandosi su documenti ufficiali ed elementi oggettivi e riscontrabili sugli incarichi professionali diretti ottenuti da Villano e sull’assunzione a tempo indeterminato della moglie Marrandino al Comune di Cesa tramite lo scorrimento della graduatoria dei concorsi. Vicende avvenute durante le prime due amministrazioni targate Enzo Guida. E, a memoria d’uomo, mai verificatesi nella storia amministrativa del paese alle porte di Aversa.

Cesario Villano

LA DENUNCIA TEMERARIA
Riavvolgiamo il nastro. Nel 2024 Villano e Marrandino denunciano De Michele. A detta dei querelanti le inchieste pubblicate dal direttore di Italia Notizie sull’affidamento diretto di ben 77.500 euro assegnato a Villano e sul posto fisso incassato dalla consorte presso l’ente locale, con l’accostamento di fotografie private a titoli giornalistici ritenuti allusivi, avrebbero leso la loro reputazione. Secondo i coniugi gli articoli avrebbero creato nel lettore un’immagine distorta della realtà, insinuando favoritismi, irregolarità amministrative e condotte moralmente discutibili. I coniugi sostengono che De Michele abbia messo in campo una campagna giornalistica denigratoria nei loro confronti. Secondo la loro ricostruzione gli articoli avrebbero avuto lo scopo di compromettere l’immagine pubblica e professionale di entrambi presentandoli come persone coinvolte in vicende poco trasparenti.

Maria Teresa Marrandino

Una querela chiaramente campata in aria, che in termini tecnici viene definita “temeraria”, cioè finalizzata a imbavagliare la stampa indipendente. Infatti il contenuto degli articoli è sempre stato corroborato da documenti ufficiali schiaccianti, Villano ha realmente intascato 77.500 euro di soldi pubblici con un mega incarico diretto e Marrandino è dipendente comunale di Cesa grazie ai concorsi. Infine è altrettanto inoppugnabile che i due siano strenui sostenitori del sindaco Guida. Peraltro lo stesso Villano, cugino omonimo dell’attuale assessore ai Lavori pubblici e alla Pubblica istruzione, già all’epoca dei fatti membro della giunta e poi consigliere di maggioranza, si è più volte autodefinito pubblicamente il tredicesimo candidato della lista di Guida. Insomma le inchieste condotte dal direttore De Michele non facevano altro che ricostruire uno scenario riconducibile a quello che il giornalista ha definito “il cerchio tragico”.

Mario De Michele

LIBERTÀ E VERITÀ
In questo solco il pm Paolo Napolitano, nel chiedere l’archiviazione, non si è limitato a richiamare genericamente “la libertà di stampa” ma ha collocato gli articoli nell’ambito del “diritto costituzionale di informare e criticare l’attività amministrativa”, evidenziando il contesto politico nel quale le inchieste sono state realizzate. Ad abundantiam (per gli avvocati ragionieri si consiglia vivamente l’uso di ChatGPT), il magistrato ha affermato che “il linguaggio giornalistico può essere severo, polemico e pungente senza assumere necessariamente carattere diffamatorio”.

In pratica la Procura ha stabilito che il giornalista ha affrontato vicende di interesse pubblico, relative a rapporti politici, familiari e amministrativi con un linguaggio anche polemico ma senza oltrepassare i limiti penalmente rilevanti del diritto di cronaca e di critica. Un diritto sancito dalla Costituzione che però a Cesa si scontra spesso contro il muro della sottocultura politica di amministratori che pretendono di avere sempre e comunque le mani libere per fare tutto ciò che pare e piace loro. Il buon Guida è patologicamente allergico alle critiche dei giornalisti liberi. Si trova più a suo agio con i giornalisti suoi soci d’affari come Francesco Legnante di Atella News. Anche nel caso Villano-Marrandino aveva preso le difese dei suoi supporter e lanciato critiche a De Michele.

Il municipio di Cesa

INTERESSE PUBBLICO
Ma sia in punto di diritto che nel merito il pm smonta in toto le accuse di Villano e Marrandino. Infatti gli articoli vengono ricondotti alla descrizione di rapporti familiari, professionali e politici riguardanti soggetti inseriti nella vita amministrativa locale. Il pubblico ministero evidenzia che le notizie si collocano in un contesto di contrapposizione politica particolarmente acceso. Tale circostanza assume rilievo perché la critica rivolta a personaggi coinvolti nella gestione della cosa pubblica può essere più incisiva rispetto a quella riguardante cittadini completamente estranei alla vita pubblica. In riferimento ai rapporti di parentela e di vicinanza politica con il sindaco Guida, il magistrato ritiene che tali circostanze possano rientrare nel legittimo esercizio del diritto di informazione, soprattutto quando sono collegate a vicende amministrative di interesse pubblico. In conclusione la Procura del Tribunale Napoli Nord ha sostenuto che De Michele ha riportato circostanze vere e riscontrabili riguardanti incarichi e rapporti amministrativi.

Enzo Guida

LA DECISIONE DEL GIP
Game over? No. Nonostante la richiesta di archiviazione fosse copiosamente motivata e con puntuali riferimenti normativi e giurisprudenziali, Villano non si arrende e si oppone. Niente fair play. La palla passa al giudice per le indagini preliminari. Esito? Il gip rigetta la richiesta presentata dal legale del tecnico-politico e archivia il procedimento. Partita finita. Un’altra battaglia vinta dal direttore di Italia Notizie e dal giornalismo d’inchiesta. E un’altra vittoria per la libertà di espressione. La verità fa male a chi preferirebbe tenerla sotto chiave. Ma prima o poi viene sempre a galla. Il sindaco Guida non se ne abbia troppo a male. La libertà di stampa ha un brutto vizio: non prende ordini dei potenti di turno. E soprattutto non è al servizio della fascia tricolore. Per fortuna non tutti i giornalisti sono uguali: ci sono quelli veri e quelli part-time.

Michele Apicella

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