La memoria non può essere una semplice commemorazione. E la legalità non può ridursi a uno slogan da esibire nelle occasioni ufficiali. Servono coscienza civile, partecipazione e soprattutto fatti. È il messaggio lanciato da Armando Iovane, responsabile provinciale dei Giovani di Centro di Caserta del partito di Clemente Mastella, al termine del un convegno promosso dalla Fondazione Pol.i.s. sulle vittime innocenti della criminalità organizzata. Un appuntamento che ha acceso i riflettori su una delle ferite più profonde del nostro territorio: le vite spezzate dalla violenza criminale e il dolore delle famiglie che ne portano ancora le cicatrici. Un dramma che non può finire nel dimenticatoio né essere confinato nel rituale delle celebrazioni. Perché la memoria, per essere autentica, deve diventare responsabilità collettiva.

Iovane, valido giovane di Orta di Atella molto legato al presidente di Noi di Centro Campania Marcello De Rosa, affida ai social una riflessione che va oltre il semplice amarcord. “Come giovani e come cittadini, abbiamo il dovere di promuovere la cultura della legalità, della giustizia e dell’impegno civile”. Parole che chiamano in causa soprattutto le nuove generazioni, chiamate a costruire un futuro nel quale il rispetto delle regole non sia un’eccezione ma la normalità. Per l’esponente di Noi di Centro la lotta alla criminalità organizzata è anche una sfida culturale. Una battaglia che si combatte nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi di aggregazione. Non soltanto nelle aule giudiziarie. Una sorta di front commun contro l’indifferenza, l’omertà e quella zona grigia nella quale troppo spesso prosperano le organizzazioni criminali. “Come Noi di Centro, crediamo in una politica vicina alle persone, capace di ascoltare i territori e di tradurre i valori in azioni concrete”, sottolinea Iovane. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla costruzione di una società più giusta e sicura investendo nella cultura della legalità e nella crescita delle nuove generazioni.

Il principio è semplice: verba volant, scripta manent. Ma nella lotta alle mafie anche le parole scritte rischiano di restare lettera morta se non sono accompagnate da un impegno concreto. La legalità non può essere un brand politico da utilizzare all’occorrenza. Deve rappresentare una scelta quotidiana, un punto fermo dell’azione pubblica e della coscienza individuale. “La memoria non deve essere soltanto un ricordo, ma diventare un impegno quotidiano”, ribadisce Iovane. E conclude con un richiamo alla responsabilità di ciascuno: “Una società libera dalla criminalità si costruisce attraverso la consapevolezza, la partecipazione e il coraggio di scegliere da che parte stare. Dalla parte della legalità, sempre”.
Nessuna neutralité possibile davanti alla violenza mafiosa. Nessuna scorciatoia tra il silenzio e la responsabilità. Perché ricordare le vittime innocenti significa soprattutto impedire che il loro sacrificio venga cancellato dall’indifferenza. E su questo terreno la memoria non ammette compromessi.
Mario De Michele





