Scendono dai bus in arrivo dall’aeroporto e dalla stazione con grandi cappelli, borracce d’acqua e ombrellini per proteggersi dal sole. Nella settimana di Ferragosto i turisti annunciati dal Comune di Napoli sono 600 mila. Un sold out di una città che resta aperta in centro per accogliere gli stranieri e italiani in vacanza. In fila attraversano piazza Municipio, senza un minimo di ombra. Non perde l’entusiasmo un gruppo di inglesi. «Napoli è bellissima, ci hanno detto che in questi giorni farà meno caldo. Certo se ci fosse qualche albero in più», sospira un turista che segue la sua guida. E la tregua è annunciata, nel weekend Napoli passa da bollino rosso a verde per le temperature in discesa. Aperti diversi bar e ristoranti in centro, si arriva al novanta per cento di attività in funzione tra il cuore storico di Napoli, il lungomare e Chiaia. Per Confesercenti il giro di affari complessivo legato alle presenze in questi giorni si aggirerà attorno ai 150 milioni.
Le grandi griffe di via dei Mille e di tutta la zona di Chiaia accolgono in questi giorni soprattutto stranieri, ma in generale il settore abbigliamento si concede una pausa più lunga. È via Toledo la scelta privilegiata di chi non vuole rinunciare allo shopping di Ferragosto con le grandi catene internazionali aperte sino a sera, come Zara. «Oltre il 70% resterà chiuso. «Il piccolo artigianato e i negozi di quartiere, che si tratti di calzature, abbigliamento o articoli per la casa, chiuderanno questa settimana per poi riaprire la prossima», spiega il presidente di Confesercenti Vincenzo Schiavo. Difficile fare la spesa o andare a pranzo fuori nei quartieri di periferia.
Da domani tutti aperti. Per reggere il flusso di turisti la giunta Manfredi attua un piano di potenziamento di vigili urbani e pulizia. Su iniziativa dell’assessore alla transizione digitale Valerio Di Pietro, una mappa interattiva indica i luoghi in cui trovare riparo durante le ore più calde. Ma gli operatori turistici sottolineano: «Napoli non ha verde, con l’emergenza climatica bisogna intervenire. A cominciare da piazza Garibaldi, appena i turisti escono dalla stazione rischiano di sentirsi male», dicono le associazioni di albergatori e commercianti. Secondo Federalberghi, sette camere d’hotel su dieci sono piene da ieri fino a lunedì, ma gli arrivi dell’ultimo minuto potrebbero anche far salire il dato.
Per l’osservatorio del turismo del Comune dal 13 al 16, «i turisti sono 600 mila con un pernottamento medio di 4 notti». Un più 50 mila presenze rispetto al 2025, che regala a Napoli un primato positivo, in controtendenza con le altre città d’arte in Italia. In questo numero una parte importante la fanno i crocieristi. Ma l’agosto 2026 segna minori incassi e un aumento dei costi per i titolari delle diecimila strutture tra B&b e case vacanze. «Forse non raggiungiamo neanche il 70 per cento di presenze. Molti non hanno ospiti e si viaggia sui last minute. Speriamo in un settembre migliore», dice Agostino Ingenito che da presidente Abbac dà voce chi accoglie turisti in strutture non alberghiere. E chiede più pulizia e trasporti pubblici all’altezza di una città turistica, «non è pensabile che Napoli vada in ferie. Mi riferisco agli addetti alla pulizia e alle metropolitane».





