”Le Regioni continuano a chiamarsi fuori dalle regole per soddisfare le richieste dell’estremismo venatorio, foriero di posizioni anacronistiche e irresponsabili che offendono i diritti dell’intera Comunita’ internazionale, data l’unicita’ di alcune specie che abitano il nostro Paese e per la funzione che questo corridoio naturale tra l’Africa e il Nord Europa assolve per la migrazione”.

Cosi’ il presidente del Wwf Italia Stefano Leoni. In Italia c’e’ ”un patrimonio straordinario che e’ ostaggio di una minoranza estremista: l’1% della popolazione italiana esercita l’attivita’ venatoria, mentre la maggioranza della stessa della caccia farebbe anche a meno”, sottolinea Leoni. Gran parte delle Regioni, denuncia il Wwf, ”persevera diabolicamente nell’ignorare l’evidenza scientifica e gli obblighi di legge”. E’ il caso, ad esempio, di Lombardia e Veneto, che ”ancora una volta, eludendo i richiami dell’Europa e relative infrazioni, tornano a chiamarsi in deroga per consentire la caccia a piccoli passeriformi solo in ossequio a posizioni che attecchiscono in una preoccupante ignoranza”. Il Wwf ricorda quindi la manifestazione di domani a Torino, convocata dalle associazioni animaliste e ambientaliste ”per annunciare che nella primavera del 2012, dopo 25 anni dalla raccolta delle firme e 25 anni di ostruzionismo della Regione, vinto solo da una pronuncia della Corte di Appello, si terra’ un referendum regionale sulla caccia”.

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