Cesa, Villano offende in piazza Romano, Marino e De Michele: “Gente di m…”. Ha ottenuto oltre 100mila euro di incarichi

Cesario Villano

Se non avesse intascato oltre 100mila euro di soldi pubblici sarebbe un episodio da archiviare in fretta sotto le voci: maleducazione, inciviltà, cafonaggine, prepotenza. Ma le offese verbali lanciate da Cesario Villano in pieno centro contro tre cittadini non possono passare sotto silenzio. Il fattaccio è avvenuto oggi verso le 19.15. Nella piazza principale del paese erano fermi a chiacchierare Vittorio Romano, apprezzato agente della Guardia di Finanza, Antonio Marino, ex vicesindaco e zio dello stesso Villano, e Mario De Michele, direttore di Italia Notizie. I tre, che si sono conoscono da decenni, parlavano del più e del meno. A un certo punto Villano, mentre percorreva in auto via Bagno, ha abbassato il finestrino e ha guardato i tre amici che parlottavano e si è rivolto a loro con queste testuali parole: “Che gente di monnezza”.

Vittorio Romano

Romano e De Michele, che hanno subito colto l’offesa di Villano, sono rimasti esterrefatti e colpiti da un atteggiamento così volgare e irrispettoso. Marino, che invece non si era accorto di nulla, ha chiesto cosa fosse successo. Quando Romano e De Michele gli hanno spiegato l’accaduto non ha nascosto il suo rammarico e il suo sdegno. Oltre che offensivo, Villano è stato anche vile in quanto ha proferito la frase volgare mentre si allontanava con l’auto dalla piazza, non dando alcuna  possibilità ai tre amici di chiedere conto del suo inqualificabile e immotivato comportamento.

Maria Teresa Marrandino

Villano non è un tecnico qualsiasi. È cugino omonimo dell’assessore ai Lavori pubblici e alla Pubblica istruzione ed è sempre stato impegnato in prima persona a sostegno delle coalizioni di centrosinistra targate Enzo Guida. Sua moglie, Maria Teresa Marrandino, è stata assunta al comune di Cesa grazie ai concorsi comunali e oggi ricopre la carica di responsabile dell’ufficio anagrafe, dopo essere stata traghettata dal sindaco dal comando di polizia municipale al settore amministrativo. Non solo. Villano, in qualità di architetto, è il tecnico che durante l’era Guida ha collezionato gli incarichi professionali diretti più remunerativi. Per un progetto per le strade comunali ha intascato circa 25mila euro. Per il restyling dell’ex Palestra del Fanciullo si è messo in saccoccia in un solo colpo altro 77mila euro, liquidati dal comune in tempi record in un’unica tranche.

Il municipio di Cesa

In totale ha incassato oltre 100mila euro di soldi pubblici, alias della collettività. Già questo dovrebbe bastare e avanzare per pretendere da Villano un minimo di rispetto nei confronti dei cittadini che, in veste di contribuenti, hanno versato in quota parte il denaro finito sul suo conto corrente. Un architetto che ha ottenuto corposi incarichi diretti dall’ente locale dovrebbe comportarsi in modo decorso. Ancor di più perché la sua consorte è funzionario comunale. E anche perché, in occasione della candidatura a sindaco di Guida a capo della lista Nuova Primavera Cesana, Villano si autoproclamò pubblicamente il 13esimo candidato dello schieramento.

Ernesto Ferrante

Villano non è nuovo ad atti tribali. Durante la campagna elettorale delle comunali del 2020, precisamente il 21 luglio, si rese protagonista di un episodio ben più grave: lanciò dalla sua auto dei pomodori addosso a Ernesto Ferrante, candidato sindaco di Uniti per Cesa, mentre l’avversario di Guida si trovava assieme ad altre persone davanti al comitato elettorale di piazza De Michele. Ferrante sporse denuncia ai carabinieri. Nessuna forza politica del centrosinistra prese le distanze da un gesto così vile e indegno.

Antonio Marino

Rispetto al lancio di pomodori contro un avversario politico, le offese verbali indirizzate a Romano, Marino e De Michele potrebbero essere considerate una sciocchezza. Ma il punto è un altro: un professionista che ha beneficiato di centinaia di migliaia di euro pubblici, marito di una funzionaria comunale e componente del cerchio magico di Guida dovrebbe comportarsi in modo civile. Se proprio non ci riesce allora rinunci agli incarichi pubblici. Peraltro, passi l’inciviltà verso il direttore De Michele, che si tutelerà nelle sedi opportune e che ha denunciato in diverse inchieste giornalistiche il conferimento illegittimo degli incarichi ottenuti da Villano, ma offendere Vittorio Romano, stimato agente delle Fiamme Gialle, e Antonio Marino, ex vicesindaco e per di più suo zio, è il massimo dell’indecenza.

Enzo Guida

Siamo certi che Cesario Villano negherà tutto. Per assumersi certe responsabilità bisogna avere gli attributi. E siamo altrettanto sicuri che la coalizione Solo Cose Belle rivolterà la frittata blaterando, come sempre, di strumentalizzazioni. A scanso di equivoci lo diciamo in prima battuta: nessuno vuole creare un caso di Stato, ma sarebbe un errore minimizzare. È giusto aprire una sana riflessione sulla degenerazione di una parte della classe dirigente locale.

Sempre a scanso di equivoci rimarchiamo fin d’ora che il sindaco Guida e la sua squadra sono totalmente estranei ai fatti. Ma il tema della civiltà politica e sociale riguarda tutti. Ai tempi della tanto vituperata prima Repubblica Cesa è sempre un paese culturalmente avanzato. Si corre seriamente il rischio di dilapidare quel patrimonio socio-politico. Ecco perché serve un argine a comportamenti che inquinano il dibattito democratico. Nessuno si senta escluso.

 

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