E’in corso a Siena il consiglio di amministrazione di Mps chiamato ad analizzare le opzione strategiche messe a punto dall’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, e dagli advisor della banca Ubs, Goldman Sachs, Kbw e Vitale, con l’obiettivo di trovare un’alternativa all’Opas di Intesa Sanpaolo. Il cda, viene riferito in ambienti finanziari, si troverà a discutere di una doppia operazione, un’offerta di scambio su Banco Bpm e un’offerta su Banca Generali, nell’ambito della quale potrebbe entrare in gioco anche la quota del 13,2% di Generali detenuta da Mps attraverso la controllata Mediobanca. Tra le strade che potrebbe percorrere Lovaglio per resistere all’offerta da 30,6 miliardi di euro di Intesa figura anche la distribuzione di un dividendo straordinario agli azionisti del Monte.
Da una parte, si profila un’offerta di acquisto su Banca Generali, la rete dei promotori finanziari controllata al 50,17% dal Leone di Trieste: ma l’offerta potrebbe anche essere di “scambio”, offrendo come corrispettivo il 13,3% di azioni Generali che la banca senese si è intestata scalando Mediobanca. L’altro dossier riguarda invece un’Ops non concordata (dunque ostile) su Banco Bpm, con cui Mps aveva trattato da giugno un’alleanza amichevole, poi sfumata per la contrarietà del Crédit Agricole, primo azionista con il 29,3%. Lo scoglio dei soci francesi, peraltro, permane.
Le frizioni nel cda senese e la possibilità di un rinvio
La compattezza del board, per Lovaglio e per l’efficacia delle contromosse, è una premessa rilevante, tanto più che già a fine luglio quattro consiglieri tratti dalle due liste di minoranza avevano scritto al presidente della banca – Cesare Bisoni – per esprimere preoccupazione sulla governance, e sollevato dubbi sulle tentate nozze con Banco Bpm, le nomine interne e il funzionamento del cda, chiedendo più trasparenza nei lavori. In base al livello di consenso interno (dei 13 consiglieri della banca otto sono comunque tratti dalla sua stessa lista), Lovaglio nel prosieguo della giornata valuterà se procedere con una o due operazioni in parallelo, e se comunicare in serata i dettagli, ovvero aggiornare la riunione al fine settimana.





