Sulla pagina Facebook si faceva chiamare Jack Onion, con una traduzione un po’ fantasiosa del suo vero nome, Giacomo Cipollone. Millantava studi a Francoforte e alla Bocconi di Milano e soprattutto si spacciava, non solo sul web ma anche di persona, come agente di modelle, con conoscenze nel mondo dell’editoria, della moda e della tv.

Cosi’ l’uomo, secondo quanto ha ricostruito la squadra Mobile di Bologna, sarebbe riuscito ad adescare due ragazze, una delle quali appena sedicenne, facendole prostituire, girando con loro filmati pornografici e, nel caso della minore, compiendo anche abusi sessuali. L’operazione ‘Onion’ (cosi’ chiamata dalla polizia in ‘onore’ dell’indagato) si e’ conclusa con l’arresto di Cipollone, che ha 43 anni ed e’ nato a Milano. Ufficialmente risiede a Este, nel Padovano, ma di fatto era senza fissa dimora a Bologna dove, prima di finire in carcere, alloggiava in bed and breakfast economici oppure, quando se la passava peggio, in dormitori pubblici. Come venerdi’ scorso, quando e’ stato arrestato dagli agenti che hanno eseguito un fermo del Pm Laura Sola per i reati di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, produzione e commercio di materiale pornografico minorile e violenza sessuale su minore. Il provvedimento e’ stato convalidato dal Gip Bruno Perla, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. La vicenda e’ venuta a galla nel maggio scorso quando una delle vittime, una 23enne di origine abruzzese che studia a Bologna, ha deciso di raccontare tutto a un amico poliziotto. In breve si e’ scoperto che, oltre a lei, da circa due anni l’uomo aveva soggiogato anche una ragazzina bolognese, figlia di una coppia di professionisti facoltosi. La giovane, all’epoca dei fatti sedicenne, lo aveva conosciuto a una sfilata di moda a Milano dove era andata con la madre, mentre la 23enne lo aveva incontrato tramite amici. Con un nome falso, Marco Rizzoli, l’uomo aveva promesso che le avrebbe fatte diventare modelle, ma in breve aveva avviato entrambe alla prostituzione. ”Vera emiliana solo per pochi eletti”, si legge in uno degli annunci pubblicati su siti internet specializzati e rintracciati dalla polizia. L’uomo le avrebbe anche indotte a girare scene hard che poi ha rivenduto come film amatoriali, anche questi rintracciati dalla polizia e nei quali compare lo stesso 43enne riconoscibile da un tatuaggio. La minore sarebbe anche stata violentata dal finto agente, con la scusa di ‘abituarla’ a compiere pratiche sessuali che non conosceva. La violenza sarebbe avvenuta in macchina e sotto gli occhi dell’altra ragazza. Fra il maggio 2010 e il maggio 2012, l’uomo avrebbe intascato almeno 60.000 euro con i proventi della prostituzione e facendosi prestare denaro dalle due ragazze, soldi che si sarebbe giocato al videopoker o speso per comprare cocaina. Alcuni dei clienti, spiegano gli investigatori, avrebbero tentato di aiutare le due giovani. Un altro, un sessantenne bolognese, e’ invece indagato per avere tentato un’estorsione ai danni della minore, minacciando di fare avere ai genitori i suoi filmati a luci rosse.

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