Giovanni Novacco, il 23enne trovato morto carbonizzato ieri in una casa abbandonata del rione di Gretta a Trieste e’ rimasto “non meno di dodici ore nelle mani dei suoi aguzzini. Dobbiamo capire che cosa sia successo in questo lasso di tempo”.

 Lo ha affermato il Sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, Massimo De Bortoli, in un incontro in Questura stampa nel quale sono stati definiti i dettagli dell’arresto, avvenuto a Verbicaro (Cosenza), di Giuseppe Console, di 24 anni, accusato di omicidio volontario pluriaggravato in concorso di Giovanni Novacco. Il pm assieme al vice dirigente della Squadra Mobile di Trieste, Leonardo Boido, e il dirigente dell’Ufficio prevenzione generale della Questura, Fabio Soldatich, ha precisato che Console, Novacco e Alessandro Cavalli – triestino di 34 anni arrestato ieri poche ore dopo il ritrovamento del cadavere – sono stati visti insieme alle 13.30 del 25 agosto, mentre – ha spiegato De Bortoli – la morte del ragazzo e’ avvenuta presumibilmente verso l’una-due della notte. Ancora tutto da verificare il movente dell’efferato delitto catalogato al momento “per futili motivi”. Novacco e’ stato sicuramente pestato, colpito con un’arma contundente in varie parti del corpo, cosparso di liquido infiammabile e quindi dato alle fiamme, probabilmente quando era ancora in vita. Ma i motivi passionali – per l’amicizia che legava Novacco al nuovo compagno della ex moglie di Console, oppure quelli economici – non spiegano, secondo gli inquirenti, l’efferatezza e la ferocia del delitto. La componente ‘droga’ nell’azione e’ stata esclusa. “Speriamo che uno dei due o tutti e due gli arrestati, cioe’ Consoli e Cavalli, parlino e dicano le loro versioni dei fatti – ha detto Leonardo Boido ringraziando i colleghi della Mobile di Cosenza – perche’ il vero lavoro per noi comincia adesso”. Al Console, ha precisato Boido, “e’ stato notificato il decreto di fermo emesso dal pm De Bortoli per omicidio volontario aggravato al fine di procurarsi l’impunita’ dal sequestro di persona e per evitare il riconoscimento della vittima avendo cercato di bruciarla. Rischia l’ergastolo”. Lunedi’ il sostituto Procuratore De Bortoli indichera’ gli incarichi per l’autopsia di Novacco.

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