E’ aperta da più di sei mesi l’inchiesta della procura di Biella che vede il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, iscritto nel registro degli indagati per violazioni di carattere fiscale. I magistrati, nei giorni scorsi, hanno chiesto e ottenuto una proroga per approfondire la questione (che riguarda un numero imprecisato di altre persone) anche alla luce delle carte raccolte di recente dalla Guardia di Finanza di Milano nella sede di Intesa Sanpaolo.
Il nome di Passera compare nell’indagine perché nel 2006 era amministratore delegato di Banca Intesa. Quell’anno, la biellese Biverbanca (Cassa di risparmio di Biella e Vercelli), controllata all’epoca da Intesa, fu interessata da un’operazione di arbitraggio fiscale internazionale su cui in seguito si è appuntata l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate, che ha poi trasmesso un rapporto alla procura: si sospetta che si trattò di un meccanismo finanziario messo a punto per pagare meno imposte del dovuto (e in particolare l’Ires) tramite dei crediti fiscali maturati all’estero. E Passera, secondo quanto si apprende, è stato chiamato in causa come “firmatario” del bilancio della controllante Intesa. Da qui le ipotesi di “dichiarazione infedele” contenute nel decreto del 2000 sui reati tributari. Nel suo entourage il ministro è descritto come “assolutamente sereno” rispetto all’indagine. D’altra parte – viene fatto notare da più fonti – il caso passato al setaccio dalle Fiamme Gialle e dalla procura fu una di quelle numerose operazioni interbancarie che vengono portate avanti di continuo senza informare o interpellare i vertici. L’istituto di credito, inoltre, con il fisco ha raggiunto, un anno fa, un accordo che chiude ogni contenzioso. E’ assai probabile che nei prossimi giorni lo staff legale di Passera (il quale ha appreso di essere sottoposto a un’indagine dal decreto di proroga) prenderà contatto con i magistrati biellesi. Francesco Storace, segretario nazionale di La Destra, attraverso Twitter punta il dito contro “la restaurazione neocentrista” che non scatena, a suo giudizio, un dibattito su Passera. “Ma noi – aggiunge – non molliamo: un ministro indagato per frode fiscale va a casa”.












