
di Mario De Michele
L’accordo era davvero a portata di mano. Bastava un ultimo passo per tagliare il traguardo dell’intesa. Poi, proprio sul più bello, Nicola De Chiara ha sferrato un fendente nella schiena di Giovanni Innocenti. Una lama gelida che ha trafitto al cuore Aversa Moderata e l’area consiliare centrista della maggioranza. Durante una fase delicatissima per il futuro della città l’assessore di fiducia di Franco Matacena ha avuto la brillante idea di scrivere e pubblicare un editoriale a sua firma su Nero su Bianco, rivista di cui è proprietario. A poche ore dal fatidico 5 novembre, termine ultimo per legge per ritirare le dimissioni da sindaco rassegnate il 16 ottobre, De Chiara ha spruzzato napalm sulla coalizione di governo. Un caso da manuale di friendly fire. L’effetto è stato duplice: per un verso ha affossato il dialogo, per un altro ha fatto capire all’universo mondo che il problema dell’amministrazione non sono Innocenti e il suo gruppo ma coloro i quali, per un motivo o per un altro, hanno sempre considerato i moderati come nemici da abbattere e non come alleati di governo.

Chi tenta goffamente di minimizzare il disastro politico compiuto da De Chiara è un parvenu o peggio ancora in malafede. Tertium non datur. In entrambi i casi si tratta di un atteggiamento che rischia di mettere una pietra tombale sull’amministrazione. La pugnalata dell’assessore non ha compromesso del tutto la possibilità di pervenire a un accordo. Si prosegue però con maggiore difficoltà. E soprattutto se prima l’intesa era molto probabile, nel momento in cui scriviamo, alla vigilia della scadenza dei 20 giorni concessi per legge a Matacena per fare dietrofront, i bookmaker non si sbilanciano: 50% si torna al voto, 50% si va avanti. Un testa a testa dall’esito tutt’altro che scontato. Infatti se fino a pochi giorni fa la tela di Federica Turco aveva delineato una trama risolutiva, l’improvvido intervento da cartellino rosso di De Chiara ha rimesso quasi tutto in discussione.

In vetta all’agenda politica c’è la dipartita dell’assessore. Dopo un attacco frontale al principale gruppo di maggioranza la sua permanenza in giunta è vicina allo zero. È chiaramente incompatibile la compresenza nell’esecutivo di De Chiara e dei rappresentanti dell’area moderata. Il giornalista-assessore è uomo di fiducia di Matacena. Lui l’ha nominato, lui deve rimuovere l’ostacolo. Una conditio sine qua non per ricucire lo strappo. In questi 19 giorni il sindaco gestito in modo approssimativo, per non dire pessimo, l’aspetto mediatico. Nel giorno delle dimissioni, rassegnate il 16 ottobre, ha sbandierato ai quattro venti che non avrebbe rilasciato dichiarazioni sulla sua scelta e che sarebbe ritornato a lavorare nel suo studio. Poi, smentendosi clamorosamente, ha rilasciato interviste a destra e a manca. Un cortocircuito comunicativo degno del peggior spin doctor. Il buon Flaiano direbbe: “Poche idee ma confuse”.

L’altra spina nel fianco di Matacena è la gestione pubblica della sua eventuale marcia indietro. Che richiede una via d’uscita politica, non una semplice operazione di maquillage. Riportare indietro le lancette al giorno delle sue dimissioni come se nulla fosse successo è impensabile sul piano politico. Pretendere che tutti, escluso lui, facciano mea culpa è altrettanto impraticabile. Sperare che soltanto i centristi arretrino è pura fantasia. Turco ha ribadito più volte agli alleati che non ci devono essere né vincitori né vinti. Nessun redde rationem, nessun diktat. Se il sindaco non la vede così farebbe meglio a riaprire h24 il suo studio professionale. L’accordo resterebbe una chimera.

Infine c’è da sbrogliare la matassa su un tema cruciale: chi farà cosa. Rimosso l’ostacolo De Chiara, sul “chi” la strada si presenta in discesa. Il problema è il “cosa” farà. La capogruppo di Noi Aversani spinge per un patto tra gentiluomini e gentildonne. Un gentleman’s agreement che non può ridursi a una stretta di mano e a qualche promessa di circostanza. Gli esponenti dell’area moderata, con in testa Giovanni Innocenti, non firmeranno cambiali in bianco. Dopo qualche giorno di assenza il presidente dell’assise è tornato oggi in città. La clessidra corre veloce. Restano pochi granelli di sabbia. Il countdown è agli sgoccioli. Come finirà? 50% tutti a casa, 50% si riparte.





