Meloni: “Fiduciosa sulla crescita, +1% a portata di mano”. Orsini: ‘Servono scelte coraggiose”

“Se l’Europa deve cambiare marcia anche l’Italia è chiamata a nuove scelte coraggiose”, avverte il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che nella sua relazione all’assemblea annuale mette in primo piano anche la “sfida sociale”, l’esigenza di puntare su “poche e chiarissime priorità” con “tre direttrici: competitività, produttività” ma anche “comunità”. E spiega: “La terza per me significa dare senso sociale, valore e dignità alle altre due”.

La relazione di Confindustria
“La contrazione dell’industria italiana” richiede “una vera e propria responsabilità collettiva, di tutti i soggetti sociali e politici del nostro Paese” per “realizzare un deciso balzo avanti della produttività italiana”. Ed in Europa è ora “vitale” un “cambio di passo sulla competitività”, ha spiegato il presidente di Confindustria. Piano strutturale di bilancio, ha aggiunto, “ci aspettiamo includa quelle riforme e quegli investimenti che sono assolutamente necessari. Bisogna prevedere serie politiche industriali e rilevanti incentivi agli investimenti, la risposta al post Pnrr”, come “la spinta che ci deve dare Industria 5.0. Altrimenti rischiamo lo stallo o, addirittura, un passo indietro”. “Dobbiamo definire le priorità, e far convergere le risorse disponibili – aggiunge -, immaginando una cornice pluriennale di finanziamenti pubblici e privati per difendere e potenziare le filiere industriali strategiche”. “Noi e i sindacati abbiamo tanto da fare insieme, e noi siamo pronti ad avviare un confronto”, ha detto Orsini indicando tra i temi quello dei contratti. “Come alcuni sembrano non voler ricordare, Confindustria prevede nelle sue qualifiche contrattuali retribuzioni ben più elevate del salario minimo per legge. Noi difendiamo il principio che il salario, in tutte le sue componenti, si stabilisca nei contratti, nazionali e aziendali, trattando con il sindacato”. A cui, rilancia, “diciamo che è tempo di un’azione comune per contrastare i troppi contratti siglati da soggetti di inadeguata rappresentanza. È tempo di unire le forze”. “Le sfide da affrontare per l’Unione dei 27 sono ciclopiche”, secondo Orsini. “Ci conforta che il rapporto del presidente Mario Draghi abbia riportato con profondità e completezza le istanze delle nostre imprese, su cui da tempo richiamiamo l’attenzione”. E sottolinea la “necessità vitale del cambio di passo dell’Europa sulla competitività, in riferimento alle politiche industriali che grandi Paesi come Usa e Cina stanno adottando, senza farsi trascinare da politiche ambientali autolesionistiche”.

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