Piantedosi vuole sei nuovi Cpr, è scontro. Prorogato stop a Schengen con Spagna per 15 giorni

Avanti tutta con i Cpr, annuncia Matteo Piantedosi al question time alla Camera, deciso a chiudere il 2026 con la cifra record di 10.000 rimpatri, al momento fermi ancora a 6.500. Sei i nuovi centri per il rimpatrio per il quale il Viminale ha già avviato l’iter per la realizzazione: due in Trentino Alto Adige, uno ciascuno in Calabria, Campania, Emilia-Romagna e Toscana. Che andrebbero ad aggiungersi ai dieci già attivi sul territorio italiano e a quello in Albania. Più altri 106 posti da recuperare subito nei centri già attivi in Sicilia, Sardegna e Lazio. Peccato che, almeno in Campania, Emilia-Romagna e Toscana, le amministrazioni locali non abbiano affatto dato l’ok alla realizzazione dei centri e anzi vi siano forti polemiche e spinte decisamente contrarie.

E infatti l’annuncio di Piantedosi ha fatto immediatamente rialzare la tensione. Immediata la replica del segretario dem della Toscana Emiliano Fossi: «È l’ennesimo atto di propaganda sulla pelle dei territori e dei diritti umani. Lo diciamo con assoluta fermezza: la Toscana non si piegherà alle forzature del governo Meloni e non diventerà il deposito a cielo aperto delle politiche fallimentari della destra». Anche il presidente della Regione Eugenio Giani fa sentire la sua voce: «Ennesima iniziativa elettorale,dopo il bollo, dopo l’esclusione dei bambini stranieri dalle scuole, ora la volontà di forzare sui Cpr che sono un elemento di attrazione di situazioni di disagio assolutamente inefficaci per le procedure di rimpatrio. In Toscana faremo di tutto, nel rispetto delle leggi, perché vengano impediti questi stati di detenzione impropria».

Parole che scatenano il responsabile dell’Organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. «Il governo annuncia il via alla realizzazione di nuovi Cpr in sei regioni. I governatori di sinistra, come Giani in Toscana, non fermano la volontà del governo di garantire legalità e sicurezza per i cittadini. Grazie a Matteo Piantedosi per la determinazione». Il ministro dell’Interno non ha ufficializzato i luoghi prescelti, ma secondo le ultime ipotesi discusse con le amministrazioni locali i nuovi centri dovrebbero sorgere a Castel Volturno in Campania, a Bologna nell’ex Cie o nella caserma Gamberini di Ozzano, Ad Aulla in Toscana, a Crotone in Calabria, a Trento e Bolzano in Trentino Alto Adige.

Piantedosi ha anche annunciato l’adesione dell’Italia alla proposta, concordata la scorsa settimana a Monaco, e che verrà avanzata domani dal commissario europeo Brunner al consiglio dei ministri della Giustizia e degli Interni Ue: prevedere nuove misure per affrontare efficacemente eventuali flussi migratori di massa come quelli di Ceuta che hanno portato l’Italia alla sospensione degli accordi di Schengen con la Spagna. Sospensione prorogata ieri sera per la seconda volta per altri quindici giorni prima da Roma e poi da Madrid. Ceuta, secondo il Comitato analisi per le frontiere, resta un rischio per la sicurezza nazionale.

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