La sicurezza non può essere affidata soltanto agli interventi di emergenza. Servono prevenzione, controllo del territorio e soprattutto una presenza stabile e riconoscibile dello Stato. È questo il senso dell’iniziativa promossa dalla sezione di Casapesenna di Noi di Centro, che ha chiesto formalmente l’istituzione di un Presidio di Legalità e l’apertura di un punto permanente delle forze dell’ordine sul territorio comunale. Una proposta di buon senso. Concreta. Che affronta una questione particolarmente delicata per una comunità che ha pagato un prezzo altissimo alla criminalità organizzata.
L’istanza, datata 7 ottobre, è stata indirizzata al Ministero dell’Interno, al prefetto di Caserta, ai comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e al questore. Per conoscenza anche al sindaco di Casapesenna. Il documento raccoglie e rilancia l’allarme dell’amministrazione comunale sulla necessità di rafforzare la sicurezza, soprattutto alla luce dei recenti episodi di criminalità. Tra questi il gravissimo caso dei due coniugi sequestrati nella propria abitazione, malmenati e derubati. Un episodio inquietante che ha alimentato la preoccupazione dei cittadini e riportato al centro del dibattito pubblico il tema del controllo del territorio.
Ma la richiesta di Noi di Centro va oltre la risposta a un singolo fatto di cronaca. Il ragionamento è più ampio. Casapesenna non è un Comune qualsiasi nella geografia criminale della provincia di Caserta. Per anni è stata considerata uno degli epicentri del potere del clan dei Casalesi. Una storia pesante, dalla quale il territorio cerca di affrancarsi attraverso il lavoro delle istituzioni, della società civile e delle realtà impegnate nella promozione della legalità.
Proprio per questo la proposta merita attenzione. Non si limita alla generica richiesta di maggiori controlli o all’ennesimo appello alla sicurezza. Indica anche possibili soluzioni operative. Noi di Centro sollecita infatti l’apertura di una Stazione dei Carabinieri, di un Posto di Polizia oppure di un presidio o distaccamento della Guardia di Finanza. La scelta della soluzione più idonea spetterebbe naturalmente alle autorità competenti, chiamate a valutare modalità, sede e tempi di realizzazione.
Accanto alla presenza stabile delle forze dell’ordine, il documento propone inoltre attività coordinate di prevenzione, ascolto e informazione rivolte ai cittadini. Un aspetto tutt’altro che secondario. Perché la legalità non si costruisce soltanto attraverso la repressione dei reati. Si alimenta anche con la fiducia nelle istituzioni, con la possibilità di segnalare situazioni sospette e con la certezza di avere interlocutori facilmente accessibili.
È proprio questo il punto di forza dell’iniziativa. Un presidio permanente non rappresenterebbe soltanto un deterrente contro la criminalità. Sarebbe anche un segnale tangibile della vicinanza dello Stato alla comunità. Un riferimento quotidiano per i cittadini. Una presenza istituzionale capace di contribuire alla prevenzione e alla diffusione della cultura della legalità. La sezione locale di Noi di Centro manifesta anche la propria disponibilità a collaborare, nei limiti del ruolo politico, alle iniziative pubbliche di sensibilizzazione. Un’apertura che potrebbe favorire un percorso condiviso con l’amministrazione comunale e con le altre realtà del territorio.
L’iniziativa ha dunque un merito preciso: traduce la richiesta di maggiore sicurezza in una proposta istituzionale articolata, indicando possibili strumenti e interlocutori. Senza sovrapporsi alle competenze delle autorità preposte e senza pretendere di imporre soluzioni. Ora la parola passa agli organismi competenti. Saranno loro a valutare la fattibilità della proposta. Ma il messaggio politico e istituzionale lanciato da Noi di Centro è chiaro. In un territorio segnato dalla presenza storica della camorra, la sicurezza non può essere una questione da affrontare soltanto dopo l’ennesimo episodio criminale.
Mario De Michele





