Il programma shock di Vannacci: “L’aborto non è un diritto”. E poi: “Basta gay in tv”

La strategia di Roberto Vannacci non cambia: far parlare di sé, giorno dopo giorno, alzando continuamente il tiro, spostando ancora più a destra lo schema. E così ecco il programma di Futuro nazionale presentato a pezzi, tipo una serie, l’ultima delle quale sgancia le frasi utili a occupare lo spazio: “L’aborto non è un diritto”, sul fine vita “vietiamo di far morire di fame e di sete”, “fasce protette” in tv contro la propaganda “omesessualista” e abrogazione delle unioni civili. Ma non solo, il materiale è tanto e arriva alla proposta di “elezione popolare” del presidente della Repubblica.

Online da oggi sul sito del partito, alcuni temi sono quelli di natura più etica: la famiglia, le politiche di riattivazione demografica, la “difesa della vita”; poi la “sovranità digitale”, la cyber sicurezza, il sociale e le scelte di difesa. La parte su famiglia, aborto e così via è principalmente opera di Lorenzo Gasperini, ex Lega, il quale voleva spingersi ancora più a destra designando la figura paterna come quella del capo della famiglia.

Comunque, “il matrimonio rimane l’unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico”. Poi, dice il generale in pensione, “difendiamo la vita dal concepimento alla morte naturale, rifiutiamo eutanasia e omicidio del consenziente, garantiamo le cure palliative e vietiamo di far morire di fame e di sete. Come già stabilito dalla legge 194/1978 l’aborto non è un diritto. Vogliamo prevenzione, sostegno concreto a chi sceglie di tenere un figlio e riconoscimento giuridico del concepito”. Vero è che la 194 non parla di “diritto”, ma lo contempla nei fatti, visto che garantisce l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza nei casi e secondo le modalità previste dalla legge.

Fare figli per la patria, per così dire, è dunque la priorità di Fn: esenzioni progressive per chi ha figli, ‘Reddito di Rinascita’ per le madri, il Mutuo Tricolore che azzera gli interessi al terzo figlio e le ‘quote azzurre’ per facilitare i trasferimenti alle famiglie numerose dei dipendenti delle Pubbliche amministrazioni.

Ancora: si chiede il divieto, “con previsione di reato universale, di interventi chirurgici di riassegnazione del sesso, ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà sui minorenni; per gli adulti, esclusione del finanziamento pubblico degli interventi chirurgici di riassegnazione”, ma anche l’estensione della fascia protetta televisiva 6-23 con tanto di divieto di contenuti audiovisivi “omosessualisti” quando possano essere esposti i bambini e il rifiuto di direttive internazionali volte alla promozione dell’agenda Lgbt. Tra i divieti, l’accesso ai social network prima dei 15 anni. Il Vannacci contrario all’aumento delle spese militari e soprattutto al conflitto con la Russia, spinge però per portare i militari nelle scuole con funzione educativa. Altro passaggio che riporta indietro le lancette della storia, rafforzare “l’identità cristiana come elemento pubblico della tradizione nazionale”.

“Questo è il nostro progetto: chiaro, lineare e coerente. Alla faccia di chi, per mesi, ha ripetuto che non avevamo idee o che eravamo solo slogan”, chiosa Vannacci.

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