Un aspetto mette d’accordo tutti: cambiare l’ora in primavera e autunno non ha più molto senso. Di fronte al dilemma se rendere permanente l’ora solare o quella legale però la politica torna a dividersi. Con il prossimo aggiustamento delle lancette previsto tra 24 e 25 ottobre, il parlamento ha deciso di sbrogliare la situazione una volta per tutte. Un’indagine conoscitiva della Camera è stata approvata all’unanimità in commissione attività produttive. Ne è emersa «una convergenza pressoché generale nel ritenere superabile l’attuale regime del doppio cambio stagionale».
La raccomandazione della commissione però «lascia aperta la scelta tra ora legale e ora solare permanente». Dopo sette mesi di audizioni di medici, economisti, esperti di Terna e perfino dell’autore del sito Geopop, «non è emersa una posizione univoca». Serviranno ulteriori delucidazioni, anche se il promotore dell’indagine, Andrea Barabotti della Lega, una posizione chiara ce l’ha, e ha deciso di riunire i promotori della petizione “Ora legale per sempre”, che ha raccolto 350 mila firme su Change.org, «per ragionare sui prossimi passi».
Le audizioni alla Camera hanno ridimensionato anche lo storico argomento del risparmio energetico dell’ora legale. Rendendo permanente l’orario estivo, calcola Terna, i consumi elettrici si ridurrebbero dello 0,15%. È una percentuale inferiore all’atteso, visto che le lampadine a led sono diventate meno care, mentre sono aumentati i costi per la climatizzazione durante le giornate estive rese più lunghe dall’ora legale.
Né la bolletta è l’unica considerazione economica affacciata dall’indagine. Giornate più lunghe fanno spendere di più, sottolineano Confcommercio e Confesercenti: «Una maggiore disponibilità di luce naturale nelle ore di maggiore propensione al consumo incide positivamente sulle dinamiche di frequentazione degli spazi urbani e commerciali» sono le parole con cui lo spiegano.
E a poco varranno — se anche l’Italia seguirà la strada di parte del Canada, Argentina e presto forse anche Stati Uniti di rendere permanente l’ora legale — le considerazioni di salute. Le società di medicina del sonno di Stati Uniti e Gran Bretagna da anni si sono espresse contro l’ora legale, che ci sottopone, come scrive l’indagine, a «un jet lag sociale cronico», cioè a «un disallineamento tra ritmo biologico e orari sociali».
Meglio aggiungere un’ora di luce al mattino che non alla sera. Dal punto di vista medico «l’ora solare permanente è l’opzione più prudente per la salute pubblica». Riduce «infarti, ictus e incidenti stradali», che aumentano «fino al 6% nei giorni successivi ai cambi di orario» primaverili. E fa diminuire l’incidenza di «obesità, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari connessi alla desincronizzazione tra orologio biologico e orario sociale». Se l’addio al rito di spostare le lancette mette d’accordo tutti, le ragioni del cuore (inteso come organo) continuano a cozzare con quelle del portafoglio.





