L’Italia tiene ancora il fiato sospeso sul completamento del piano di gestione dei rifiuti in Campania, che un’altra ‘stangata’ l’ha raggiunta con l’annuncio, da parte della Commissione europea, dell’apertura nei confronti di Roma di una procedura d’infrazione per ”almeno 102 discariche, di cui tre di rifiuti pericolosi, non conformi alla direttiva europea del 1999”. Nel mirino, siti situati in ben 14 Regioni: dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, dall’Abruzzo all’Emilia Romagna, dalla Liguria alla Lombardia e Piemonte fino a Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Sardegna e Umbria.

”L’infrazione e’ uno stimolo ad aumentare e rafforzare la raccolta differenziata, e ad aumentare la quota di recupero energetico dai rifiuti”, e’ stato il primo commento del ministro dell’ambiente, Corrado Clini. Si tratta di una situazione, ha spiegato il ministro, ”caratterizzata, soprattutto in alcune Regioni italiane, dal fatto che le scelte importanti, quelle strutturali per la gestione intelligente ed ecoefficiente, sono state rinviate”. E, anche ”di stimolo per accelerare sulla raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti”, ha parlato Tommaso Sodano, vicesindaco di Napoli. Insomma Bruxelles vuole mantenere una pressione sull’Italia con l’invio di una lettera di costituzione in mora che rappresenta la prima tappa della procedura d’infrazione al Trattato Ue. L’Italia, in particolare, e’ stata presa di mira per non essersi conformata all’articolo 14 della direttiva sulla gestione dei rifiuti, secondo cui spetta agli stati membri prendere delle misure per assicurare che discariche esistenti in passato, non avrebbero continuato ad operare dopo il 16 luglio 2009, qualora non fossero ancora conformi con la normativa europea. La situazione e’ stata poi chiarita nel maggio 2011 e Bruxelles e’ giunta alla conclusione che si sono ”in 14 Regioni almeno 102 discariche che non sono state chiuse o che non sono conformi alla direttiva Ue”. Bruxelles sembra richiamare l’Italia ad una riflessione globale sui rifiuti. Gia’ oggi alla commissione petizioni del Parlamento europeo c’e’ stato un confronto tra le autorita’ campane – presenti gli assessori all’ambiente della Provincia di Avellino, di Benevento e Salerno, e rappresentanti della Regione e della Provincia di Napoli – con gli europarlamentari. ”Nell’Ue non c’e’ solo l’Italia a incontrare difficolta’ – ha spiegato oggi Erminia Mazzoni, presidente della commissione petizione – nel 90% dei Paesi Ue il Parlamento europeo ha riscontrato una grande difficolta’ ad attuare la direttiva sulla gestione dei rifiuti e ha chiesto di modificarla o riformarla”.

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