
Il lupo non perde né il pelo né il vizio. Anche il terzo mandato di Enzo Guida inizia nel segno della contrapposizione pregiudiziale con l’opposizione. Sarà perché è poco incline al confronto, salvo se è moderato da giornalisti suoi soci di studio, sarà perché negli ultimi 3 anni la minoranza consiliare era diventata una costola irrilevante della maggioranza, con i 5 Stelle scodinzolanti pur di piazzare nel servizio civile qualche figlio illustre di patetici ciucci da tastiera, fatto sta che il sindaco rieletto è ritornato alle pessime abitudini di quando in assise c’era l’opposizione vera svolta senza sconti dagli epurati Ernesto Ferrante, Carmine Alma, Amelia Bortone e Paola Verde. Celandosi ancora una volta dietro il paravento tecnico-burocratico Guida ha impedito ai consiglieri di Cesa in Comune di accedere agli atti sui lavori di rifacimento di piazza De Michelle e della villa Moro, avvolti da mesi da tante ombre.

LA RICHIESTA DELL’OPPOSIZIONE
Nei giorni scorsi Giuseppe Fiorillo, Luigi Oliva, Gina Migliaccio e Cesario Bove hanno depositato al protocollo la richiesta per ottenere copia degli incartamenti. Vogliono vederci chiaro. Non è altro che una delle principali prerogative degli esponenti della minoranza, eletti dal popolo per mettere in campo l’attività di vigilanza e controllo sugli atti amministrativi. Si chiama trasparenza. E si intreccia a doppio filo con il concetto di democrazia. Ma nel paese delle “solo cose belle” non c’è spazio per la dialettica. Tutto è ricondotto alla solita narrazione del pensiero unico: “Chi non è con me è contro di me, quindi è contro Cesa”. Come se il sindaco e la città fossero la stessa cosa. Come se il sindaco non fosse “pro tempore” ma “in saecula saeculorum”.

PETRARCA COME PONZIO PILATO
Il secco “no” alla richiesta dei consiglieri di minoranza è arrivato da ligio capo dell’utc Giacomo Petrarca. “Essendo il progetto svolto in partnership con Parete, che è l’ente capofila, gli atti vanno richiesti agli uffici preposti di tale comune”, questa in sintesi la risposta del funzionario. Ponzio Pilato docet. Se in campagna elettorale il restyling del centro storico è stato il principale cavallo di battaglia della maggioranza uscente, sbandierato con toni trionfalistici, dopo lo stop dei lavori da parte della ditta appaltatrice e la sospensione dell’opera disposta dalla Soprintendenza, Guida e company si atteggiano a turisti neozelandesi in gita a Cesa per visitare le grotte storiche e bersi un bicchiere di vino asprinio, nettare degli dei che quasi nemmeno i produttori viticoli locali possono gustare essendo un prodotto talmente doc da essere letteralmente introvabile.

LO SCARICABARILE SU PARETE
Come sempre il sindaco ha azionato la consolidata leva dello scaricabarile. Le “cose belle” sono realizzate da lui, i responsabili dei disastri, come nel caso di piazza De Michele, sono sempre gli altri. Una volta un candidato avversario, un’altra la Soprintendenza, un’altra ancora il destino baro e cieco, e stavolta si vuole fare apparire come il grande colpevole il comune di Parete. “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”, direbbe un celebre filosofo. Nel caso del cantiere fermo da oltre 3 mesi nel cuore del paese di farsesco c’è ben poco. Si registrano invece gravissimi disagi per i cittadini e per i fedeli che, ahiloro, risiedono, vivono e pagano le tasse a Cesa, non a Parete, come giustamente ha fatto notare Fiorillo su Fb. “Piazza De Michele si trova a Cesa e i disagi li stanno vivendo ogni giorno i cittadini, le attività commerciali e l’intera comunità. La nostra richiesta non è mai stata strumentale né polemica. Abbiamo semplicemente chiesto di visionare gli atti per comprendere, attraverso documenti ufficiali, cosa stia accadendo e quali siano le reali ragioni del fermo dei lavori. Alla luce di questa comunicazione, provvederemo a metterci in contatto con gli uffici del Comune di Parete per acquisire tutta la documentazione necessaria e fare piena chiarezza sulla vicenda. Su una questione così importante – conclude Fiorillo – non servono ricostruzioni fantasiose né tentativi di scaricare responsabilità. I cittadini meritano trasparenza, chiarezza e risposte concrete”.
ALTRI BLITZ NOTTURNI IN VISTA
Il ragionamento del leader dell’opposizione non fa una piega. Ma vallo a spiegare a Guida. Per il sindaco, sé medesimo e Cesa sono la stessa cosa. Ergo quando gli esponenti della minoranza criticano lui sono “nemici della città”. Se l’intervento di rifacimento di piazza De Michele non riprenderà in fretta si potrebbe assistere a un must della fascia tricolore. Si potrebbe addirittura far intendere che i lavori sono stati sabotati dai rivali. Non sarebbe chissà quale novità. È già avvenuto per il Parco della Legalità. Ricordate il tentato furto di rame prima dell’apertura della struttura? Bravi, avete capito tutto.
Mario De Michele






