Cesa, lavori piazza sospesi. La Soprintendenza sbugiarda Guida: “Ci ha chiamato lui per un palazzo in via Piave”. Fiorillo & co. senza stoffa

Nascondere la verità sotto un lungo tappeto di bugie. Com’era preventivabile, anche sulla clamorosa sospensione dei lavori di piazza De Michele da parte della Soprintendenza, Enzo Guida non si smentisce. Anzi, con un gioco di parole, si potrebbe dire che smentisce tutto ammettendo tutto. Un must del sindaco uscente. Negli 11 anni del suo mandato ha “coltivato solo cose belle”. Guai a dire il contrario. Si diventa in un baleno “nemici del popolo”, narrazione mutuata dai regimi totalitari basati sulla “logica del complotto”. Ma stavolta Guida e company l’hanno fatta davvero grossa. Hanno violato tutte le norme possibili e immaginabili sulle zone sottoposte a vincolo storico-architettonico. Si sono messi sotto i piedi il Codice dei Beni Culturali. Insomma gli amministratori uscenti hanno fatto un pasticcio di proporzioni bibliche, come ha messo nero su bianco la Soprintendenza.

Luigi Oliva

“TUTTA COLPA DI LUIGI OLIVA”
Come sempre il sindaco ha spostato l’attenzione sugli effetti e non sulle cause: “Se i lavori sono stati fermati è colpa di un candidato di Cesa in Comune”, va raccontando con estrema disinvoltura durante gli incontri con i cittadini in vista delle comunali del 24 e 25 maggio (video docet!). Secondo Guida la Soprintendenza avrebbe disposto lo stop all’opera di rifacimento della piazza perché uno dei funzionari è parente di un componente della lista capitanata da Giuseppe Fiorillo. Si presume che il riferimento sia a Luigi Oliva. Stavolta la fascia tricolore si è superata. Non solo ha dirottato il dibattito sugli effetti ma ha mentito, sapendo di mentire, anche sulle cause. I motivi per cui l’organo del Ministero della Cultura ha disposto l’altolà all’opera sono due, come si legge nella nota del 4 maggio notificata al comune di Cesa. La prima ragione: in seguito a notizie apparse sugli organi di stampa, ovvero su Italia Notizie (clicca qui per il primo articolo). La seconda motivazione: in seguito “al sopralluogo effettuato da personale della scrivente in data 30/04/2026 presso l’immobile sito in via Piave n. 2”.

Enzo Guida durante il comizio

SOPRINTENDENZA CHIAMATA DA GUIDA
Lasciamo perdere Italia Notizie che è “brutta, sporca e cattiva”. Se Guida avesse un giudizio positivo sulla nostra testata dovremmo preoccuparci, staremmo sbagliando tutto. A smascherare il sindaco è il secondo motivo indicato nella comunicazione. Il soprintendente Mariano Nuzzo ha disposto il citato sopralluogo in via Piave n. 2 a seguito di una richiesta dello stesso comune di Cesa, che ha posto il vincolo storico-archeologico su un palazzo di quella strada. Essendo il cantiere di piazza De Michele enorme, oltre che al centro del paese, i funzionari del Ministero della Cultura avrebbero notato l’avvio dei lavori anche se affetti da una gravissima forma di miopia. Per cui il candidato di Cesa in Comune non c’entra un bel nulla. Sono stati Guida e la coalizione uscente a chiedere l’approdo a Cesa della Soprintendenza.

Mariano Nuzzo

FUORI DI CASSETTI LA NOTA DEL MINISTERO
Quello che va blaterando il candidato di Solo Cose Belle durante gli incontri elettorali con i cittadini e le voci messe in giro ad arte dal suo rinomato cerchio tragico sono balle colossali. Se quanto affermano Guida e i suoi fan è vero perché non rende pubblica la nota della soprintendente Mariano Nuzzo? Si riempie la bocca di trasparenza, dimostri con i fatti di essere davvero trasparente su un progetto che ha bloccato il centro storico e che sta creando gravissimi disagi ai cittadini, oltre che ai fedeli della chiesa di San Cesario. Visto che sui social pubblica di tutto e di più, perché non si è ancora preso la briga di pubblicare anche la comunicazione ufficiale del Ministero della Cultura? Purtroppo per lui non può farlo perché mente spudoratamente. Nella nota il soprintendente Nuzzo infatti scrive testualmente quanto segue: “In seguito al sopralluogo effettuato da personale della scrivente in data 30/04/2026 presso l’immobile sito in via Piave n. 2, è stato accertato che risultano in corso opere di rigenerazione urbana insistenti su piazza De Michele, piazza A. De Gasperi e sulle strade di collegamento, ricadenti nel centro storico comunale, comprendenti altresì l’abbattimento di un edificio”. In quell’occasione sono emerse le palesi irregolarità dei lavori in piazza De Michele, effettuati, come rimarca la Soprintendenza, “senza regolare autorizzazione” come invece stabilisce il decreto legislativo 42/2004, più conosciuto come Codice dei Beni Culturali.

Il comizio di Sole Cose Belle

L’AUTODENUNCIA DELLA MAGGIORANZA
Non solo. Il Ministero della Cultura ha contestato a Guida e all’amministrazione la violazione del decreto legislativo 36/2023, in materia di archeologia preventiva, che impone la verifica preventiva dell’interesse archeologico. È una procedura obbligatoria, anch’essa arcinota, che per opere pubbliche o di pubblica utilità contempla indagini preventive prima di avviare lavori nelle aree di interesse storico-archeologico. In questa vicenda il candidato di Fiorillo non c’entra una benamata mazza. Guida e il comune di Cesa si sono in realtà “autodenunciati” chiedendo l’intervento della Soprintendenza su una strada, via Piave, a due passi da piazza De Michele.

Il municipio di Cesa

LE COSE BELLE E LE BALLE BRUTTE
Altro che massima trasparenza. Sul principale progetto dell’amministrazione uscente, tanto decantata dal leader di Solo Cose Belle, Guida si è comportato da bugiardo matricolato. Infatti nel comunicato stampa diramato dal comune di Cesa ha avuto il coraggio di scrivere che “la comunicazione di sospensione dei lavori è intervenuta pochi giorni fa e non a febbraio” (foto in basso). La solita mezza verità per nascondere una grande bugia. Il comune di Cesa e quello di Parete (capofila) erano già stati informati dalla Soprintendenza lo scorso 16 febbraio che i lavori di piazza De Michele non potevano essere effettuati senza il rilascio di autorizzazione da parte del Ministero della Cultura.

Enzo Guida durante un evento pubblico

GUIDA SAPEVA TUTTO DA FEBBRAIO
“Nelle more di effettuare un sopralluogo congiunto, – recita un passo della comunicazione della Soprintendenza dello scorso 4 maggio – si rammenta che le aree oggetto di intervento risultano sottoposte a tutela diretta ai sensi dell’art. 10, comma 4, lett. g), del D.Lgs. 42/2004, per cui qualsiasi intervento è subordinato al rilascio dell’autorizzazione della Scrivente ai sensi dell’art. 21 del medesimo decreto legislativo, nonché dell’autorizzazione ai sensi dell’art. 41, comma 4 e allegato 1.8 del D.Lgs. 36/2023, in materia di archeologia preventiva, come già precisato con nota prot. n.3756 del 16/02/2026, trasmessa a tutti gli Enti comunali competenti”. Peraltro, per ben 8 giorni, ovvero fino alla pubblicazione dell’articolo di Italia Notizie, Guida ha tenuto nascosto ai cittadini lo stop dell’opera intimato dal Ministero della Cultura.

Giuseppe Fiorillo all’apertura di Cesa in Comune

L’INSOSTENIBILE LEGEREZZA DI FIORILLO & CO.
Lo stop ai lavori di piazza De Michele è naturalmente oggetto di discussione in gran parte della popolazione. Gli unici a non aver ancora proferito parola sono gli esponenti della lista Cesa in Comune, alle prese con questioni ben più importanti come il vino asprinio, la pace nel mondo, il calo delle nascite e gli aperitivi nelle zone periferiche (l’ultimo ieri al bar Igro’ in via Caravaggio), durante i quali non propongono neppure l’aria fritta e solo per la pazienza dei residenti non vengono cacciati a pedate. La massima aspirazione di Flaubert era, come lui stesso affermava, scrivere un romanzo sul nulla. Se lo scrittore francese fosse vissuto a Cesa avrebbe scritto una saga su Fiorillo, i suoi candidati e sul gruppo pseudo-dirigente. Una squadra senza tattica che a 10 giorni dal voto è ancora a fare riscaldamento nel tunnel degli spogliatoi. Non si può nemmeno stendere un velo pietoso. Manca la stoffa.

Mario De Michele

LA NOTA STAMPA DEL COMUNE DI CESA

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