Non apparteniamo alla folta schiera di demagoghi che gridano allo scandalo per i costi della politica. Certo, sprechi e prebende vanno ridotti e se possibile azzerati, ma in tutte le tanto decantate democrazie del mondo coloro i quali scelgono l’impegno pubblico, ovvero scendono nell’agone politico, sono giustamente retribuiti. Si può discutere sull’entità degli stipendi, ma pretendere che la politica non implichi costi per le finanze pubbliche è ingenuo, oltre che pericoloso. Negli Stati Uniti, che qualcuno con estremo affanno vorrebbe ancora rappresentare come fulgido esempio di sistema democratico, non è previsto il finanziamento pubblico ai partiti per una ragione semplice: i candidati sono sostenuti e fatti eleggere dalle lobby economiche. Non a caso invece di rispondere alle esigenze dei cittadini, inclusi i propri votanti, gli eletti sono legati a doppio filo ai gruppi di potere, di cui fanno puntualmente i redditizi interessi. Per approdare al Senato degli Usa un candidato deve raccogliere mediamente un miliardo di dollari. Insomma, la politica è roba per ricchi. E la storiella secondo cui gli Stati Uniti siano il Paese dove tutti hanno le stesse opportunità è una favoletta da film hollywoodiano di quarta serie.

DEPENNATA LA “LIQUIDAZIONE” DI GUIDA
Sgombrato il campo dalla demagogia, che di questi tempi è sempre cosa buona e giusta, e facendo un balzo gigantesco dall’America del Nord a Cesa passiamo alle indennità di mansione degli amministratori locali. Lo spunto c’è l’ha fornito la determina di liquidazione dell’indennità di fine mandato corrisposta al sindaco Enzo Guida dal primo giugno 2020 al 31 dicembre 2025. Il trattamento di fine mandato (Tfm) è come il trattamento di fine rapporto dei lavoratori dipendenti (Tfr). È un compenso straordinario che spetta al primo cittadino al termine di ogni suo incarico amministrativo. Il sindaco ha diritto a una mensilità aggiuntiva per ogni anno di mandato effettivo. Il calcolo viene parametrato sulle mensilità effettivamente maturate (12 mesi di mandato equivalgono a una indennità mensile). Per le frazioni di anno, l’importo viene proporzionalmente ridotto in base ai mesi di servizio effettivi. Per la gestione dal 2015 al 2020 Guida ha già percepito in passato il trattamento di fine mandato per quel quinquennio. Ora ha intascato la “liquidazione” per i 5 anni successivi, quelli dal 2020 al 2025. La determina di pagamento per la fascia tricolore di Cesa ci ha destato interesse non per gli importi cospicui finiti nel portafogli del sindaco ma perché tali importi sono stati oscurati con un evidente tratto nero (clicca qui e link in basso). Eppure si tratta di danaro pubblico, in altre parole dei cittadini, i quali hanno tutto il diritto di conoscere quanto guadagnano i governanti locali, visto che sono pagati con i soldi della collettività. Non ci è dato sapere per quale ragione l’importo della seconda “liquidazione” spettante a Guida sia stato depennato.

PER SINDACO E ASSESSORI SPESI 780.312 EURO
In base all’indennità di mansione prevista per legge per i sindaci dei comuni superiori a 5mila abitanti e inferiori ai 10mila abitanti, come nel caso di Cesa, si può ricavare una somma complessiva che sfiora in totale 30mila euro per il trattamento di fine mandato del quinquennio 2015-2020 e di quello 2020-2025. Partendo dalla determina oscurata del Tfm abbiamo deciso di fare un’operazione trasparenza. Abbiamo enumerato le somme percepite dal sindaco, dal vice e dagli assessori dal maggio 2015 al maggio 2026. Al termine dei calcoli, effettuati sulla base degli stipendi stabiliti per legge, sono emerse cifre stellari. In meno di 11 anni Guida ha intascato un totale di 414.776 euro, inclusi i due trattamenti di fine mandato che ammontano a circa 30mila euro. Una media di 3.700 euro al mese. Parliamo di importi lordi, ma che comunque appaiono spropositati se si tiene conto che la busta paga mensile media in Italia di un operaio è di 1.500 euro, quella di un insegnante ammonta a 1.750 euro e quella di un medico ospedaliero è di circa 3.500 euro. Se Guida è costato ai cittadini ben 414.776 euro, il suo vice Giusy Guarino si è messa in tasca complessivamente 192.388 euro per 11 anni di impegno istituzionale. Quasi la metà del sindaco, con una media di 1.500 euro al mese. Ogni assessore invece si è portato a casa complessivamente 173.148 euro negli 11 anni di mandato, pari a 1.300 euro al mese a testa. In poco più di un decennio le indennità del sindaco, del vice e degli assessori hanno raggiunto numeri stratosferici: 780.312 euro in totale, senza contare l’indennità di mansione del presidente del consiglio che però è molto più bassa.

STIPENDI IN VORTICOSA CRESCITA
Vediamo ora come sono stati suddivisi gli importi negli anni. Guida si è messo in saccoccia 188.248 euro dal 2015 al 2021, con uno stipendio mensile di 2.509 euro. Nel 2022 ha guadagnato 3.181 euro al mese per un totale annuo di 38.176 euro. Nel 2023, grazie a un’indennità di 3.524 euro al mese, ha ottenuto 42.294 euro in un anno. Dal 2024 ad oggi la busta paga mensile del sindaco è lievitata a 4.002 euro, che ha consentito a Guida di portarsi a casa in quell’arco temporale complessivamente 116.058 euro. Ed ecco che il totale degli 11 anni della sua gestione ammonta a 414.776 euro, inclusi due Tfm. Anche lo stipendio del vicesindaco Guarino è andato via via crescendo. Dal 2015 al 2021 ha incamerato 1.254 euro al mese, per un totale di 94.124 euro, fino a toccare quota 2.001 euro al mese, pari a complessivi 58.029 euro, nel periodo dal 2024 ad oggi. Stesso trend in salita anche per gli assessori. Dal 2015 al 2021 hanno percepito 1.129 euro al mese. Dal 2024 ad oggi hanno intascato 1.800 euro mensili. Se i componenti della giunta hanno mantenuto il proprio lavoro dipendente durante il mandato senza mettersi in aspettativa hanno percepito l’indennità mensile dimezzata del 50%.

CAMICIE SUDATE, SCHELETRI E DEMAGOGIA
Come si può constatare, senza tema di smentita perché la matematica per adesso non è ancora un’opinione neppure a Cesa, gli amministratori locali sono molto ben pagati. Al netto dell’eventuale discussione sugli eccessivi costi a carico delle finanze pubbliche, il conteggio complessivo è utile perché spesso, com’è avvenuto nell’ultima campana elettorale, Guida ha ribadito un concetto che stride con la realtà numerica. Quasi facendolo pesare ai cittadini, il sindaco ripropone da anni la tiritera dell’impegno h24 per la città. Dal palco ha recentemente dichiarato che lui e la sua squadra “non hanno scheletri negli armadi, ma solo camicie sudate” a causa dell’intensa attività amministrativa. Sugli scheletri negli armadi soprassediamo, anche se negli armadietti del comune c’è lo scheletrino dell’appalto illegittimo ad Antonio Borzacchiello per il servizio di “Comunicazione digitale”. Il candidato non eletto nel 2020 della lista di Guida e politico organico alla maggioranza si è messo nel portafogli quasi 20mila euro in tre anni, incassando 549 euro al mese, pur non essendo in possesso né dei titoli né delle pregresse esperienze lavorative, come prescrivono il Codice degli Appalti e le direttive Anac.
Ma il punto centrale è un altro: un sindaco, un vice e assessori che percepiscono rispettivamente 4.000 euro, 2.000 euro e 1.800 euro al mese dovrebbero andare al municipio a scaldare le poltrone? Suvvia, sarebbe il caso di finirla con la stucchevole tiritera delle camicie sudate. Se la demagogia dei cittadini è in parte comprensibile, quella di amministratori locali così ben retribuiti è risibile. Per non dire rivoltante.
Mario De Michele
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