Nicola Colaianni getta la spugna e rinuncia all’ipotesi di poter essere il candidato sindaco del centrosinistra a Bari. Ossia di essere la personalità in grado di indurre al ritiro l’avvocato Michele Laforgia (sostenuto dalla Convenzione, M5S e SI) e Vito Leccese (Pd e Verdi). Lo annuncia attraverso una nota: “Ho accolto – spiega – con spirito di servizio la proposta di candidarmi unitariamente per il centrosinistra per evitarne la divisione da più parti temuta. Ho garantito ai due candidati, e alle forze che li sostengono, pari dignità, controllo sulla pulizia delle liste, trasparenza e, naturalmente, legalità. Ho riscontrato, tuttavia, che, pur nella sostanziale convergenza ideale e programmatica, permangono rigidità che non rendono possibile una composizione. Con lo stesso spirito di servizio – spiega ancora Colaianni – rinuncio perciò al tentativo e rimetto con serenità ai due candidati il compito di porre le basi per il sostegno reciproco nelle fasi ulteriori del procedimento elettorale. Ringrazio le numerose persone, talune sconosciute prima d’ora o astensioniste da lunga data o finanche residenti in altre parti d’Italia e animate perciò solo da finalità ideali – aggiunge – che mi hanno espresso solidarietà e volontà di accompagnare questo battito d’ali di farfalla”. Arriva quindi il passo indietro dell’ex magistrato di Cassazione, docente universitario e già capogruppo dei democratici di sinistra in commissione Giustizia della Camera. La proposta gli era arrivata da Nichi Vendola, ex presidente della Regione Puglia e presidente di Sinistra Italiana, nel tentativo di unire la coalizione di centrosinistra per ora divisa. Rilevanti sono state le ripetute prese di posizione assunte nelle ore scorse dal leader M5S Giuseppe Conte che ha continuato a ritenere Laforgia il candidato più adatto a Bari. “Non abbiamo ragione per accantonare la candidatura di Michele Laforgia a sindaco di Bari, ma vedremo quello che succederà nelle prossime ore”, queste le parole del leader pentastellato che hanno portato Colaianni a rinunciare alla candidatura. Dopo le inchieste sul voto di scambio che hanno coinvolto esponenti del centrosinistra al comune di Bari e in Regione, le posizioni di Pd e M5s non potrebbero essere più distanti. Al momento in campo per il ruolo di sindaco, per cui si vota a giugno, ci sono Vito Leccese, vicino ad Antonio Decaro e appoggiato dal Pd; e l’avvocato penalista Michele Laforgia, sostenuto da M5s e Sinistra italiana. Laforgia e Leccese avrebbero dovuto sfidarsi alle primarie lo scorso 7 aprile ma nei giorni precedenti ci sono stati 130 arresti per voto di scambio politico-mafioso alle elezioni del 2019, tra cui l’ex consigliera comunale di maggioranza Carmen Lorusso e suo marito Giacomo Olivieri; e l’inchiesta che ha portato alle dimissioni dell’assessora regionale di Trasporti, Anita Maurodinoia (ex Pd), indagata per corruzione elettorale con suo marito che è stato arrestato. Di qui la decisione del M5s di sfilarsi dalla competizione, per il rischio che la consultazione potesse essere inquinata. Nei giorni scorsi, poi, si è aggiunta una ulteriore indagine che ha fatto finire ai domiciliari per corruzione un ex assessore della giunta Emiliano, Alfonso Pisicchio, arrestato con il fratello Enzo.

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