Il municipio di Orta di Atella chiuso al pubblico

A memoria d’uomo non si è mai arrivati a chiudere al pubblico il municipio di Orta di Atella per gravi carenze strutturali. Ma poiché al peggio non c’è mai fine oggi 20 gennaio 2026 il sindaco Antonino Santillo e la maggioranza a trazione Angelo Brancaccio hanno battuto un altro record negativo, in questo caso destinato a restare impresso nella storia amministrativa della città atellana. In seguito a un dettaglio documento protocollato dai consiglieri del gruppo RinnoviAmo Orta Tiziana Dirasco (capogruppo) e Raffaele Lampano, il funzionario Vito Buonomo ha ordinato la chiusura della casa comunale di via Petrarca in attesa degli interventi per la messa in sicurezza dell’immobile (link in basso).

Tiziana Dirasco

La richiesta di RinnoviAmo Orta è stata depositata ieri (19 gennaio). Oggetto: “Segnalazione tecnica di criticità strutturali insistenti su copertura in cemento armato presso l’ingresso principale della sede comunale” (link in basso). Il minuzioso resoconto di Dirasco e Lampano riguarda le pessime condizioni in cui versa la pensilina di accesso al municipio. I due consiglieri hanno anche allegato numerose foto attestanti lo stato di degrado della struttura. “La copertura – si legge nella segnalazione degli esponenti di RinnoviAmo Orta – presenta diffusi e visibili fenomeni di ammaloramento del calcestruzzo, quali distacco e scoppio del copriferro, disgregazione superficiale del conglomerato cementizio e possibile esposizione e ossidazione delle armature metalliche. Tali manifestazioni di degrado sono tipicamente riconducibili a processi di carbonatazione, infiltrazioni d’acqua e perdita di protezione delle armature, con conseguente riduzione delle capacità meccaniche della struttura”.

Dirasco e Lampano hanno fatto presente che “lo stato di conservazione rilevabile a vista appare incompatibile con le ordinarie condizioni di sicurezza, in assenza di idonee verifiche strutturali”. E aggiungono: “La presenza quotidiana di un elevato numero di persone sotto la copertura comporta un rischio concreto e attuale di caduta di frammenti di calcestruzzo e, nei casi più gravi, di cedimenti localizzati. L’assenza di delimitazioni, protezioni o interdizioni rende il rischio diretto e immediatamente incidente sulla pubblica incolumità”.

Raffaele Lampano

Alla luce di un reale e imminente rischio per l’incolumità dei cittadini, i due consiglieri comunali hanno chiesto “l’attivazione con urgenza di un sopralluogo tecnico qualificato, da parte degli uffici competenti e/o di professionisti abilitati; l’esecuzione di una valutazione dello stato di sicurezza strutturale, comprensiva, se necessario, di prove diagnostiche e verifiche di vulnerabilità; l’adozione immediata di misure di mitigazione del rischio con interdizione dell’area sottostante, protezioni provvisorie, segnalazione del pericolo”. Dirasco e Lampano hanno richiesto inoltre “la definizione e attuazione di un piano di intervento manutentivo o di ripristino strutturale, finalizzato alla rimozione delle condizioni di pericolo e la comunicazione degli esiti delle verifiche e delle determinazioni assunte, anche ai fini dell’esercizio delle prerogative di controllo del consiglio comunale”.

I due esponenti di RinnoviAmo Orta precisano che “la segnalazione è effettuata a fini preventivi, nell’interesse esclusivo della tutela della pubblica incolumità, e al fine di evitare l’insorgenza di responsabilità civili, penali e amministrative connesse all’eventuale omissione di interventi dovuti”. A 24 ore dalla richiesta di Dirasco e Lampano il funzionario Buonomo ha ordinato la chiusura al pubblico della casa comunale. L’ingresso principale del municipio è stato interdetto ai cittadini con una prima segnaletica di fortuna.

Salvatore Del Prete

Considerata la minuziosità tecnica della segnalazione è facile intuire che sia stata redatta dall’architetto Salvatore Del Prete, coordinatore del gruppo politico-consiliare RinnoviAmo Orta, emanazione del presidente dell’assise Giuseppe Massaro. Il professionista ha colto nel segno. A Dirasco e Lampano il merito di essere intervenuti per tutelare l’incolumità dei cittadini. A Santillo e Brancaccio la solita domanda: che altro deve accadere a Orta di Atella per mollare l’osso? Anche un cieco vedrebbe che il comune è una “casa carut”.

Mario De Michele

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LE FOTO SHOCK DEL MUNICIPIO

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