Guida viola la legge elettorale e Cesa in Comune abbaia ma non morde. Murales imbrattato, l’assessore Turco grida al complotto

Il murales imbrattato

Se fosse ancora tra noi e avesse un briciolo di tempo per seguire a distanza la campagna elettorale di Cesa, Chaplin rispolvererebbe una sua celebre frase: “Una risata vi seppellirà”. A suscitare un’altra sonora sghignazzata oggi ci ha pensato Francesco Turco, assessore uscente, candidato della lista Solo cose belle, capitanata da Enzo Guida. Con un post Fb l’esponente socialista ha adombrato il sospetto che l’imbrattamento del murales nel Parco Arcobaleno di via Diaz, che sarà inaugurato domani, sia legato al “clima teso della campagna elettorale”. E ha aggiunto: “Se questo è il livello del confronto, me ne dissocio con fermezza. La politica deve costruire, e unire. Non distruggere”. In pratica secondo Turco dietro il raid vandalico ci sarebbe un’immaginaria regia pseudo-politica.

Enzo Guida

IL “MUST” DI GUIDA
Un copione trito e ritrito riproposto da Guida all’indomani del fallito colpo al parco di via Berlinguer. “È evidente che c’è qualcuno che non vuole che questo parco sia aperto”, ha dichiarato a caldo la fascia tricolore uscente, aleggiando lo spettro della camorra. Un “must” di Guida in ogni sua campagna elettorale. Purtroppo per lui e per fortuna per i cittadini dai primi accertamenti delle autorità competenti gli autori del raid non sarebbero né i vandali né i gruppi malavitosi, ma si tratterebbe del tentativo di una gang di ladri di rubare il rame dei cavi dell’impianto elettrico della struttura. Ovviamente c’è poco da star sereni ma da qui a chiamare in causa la camorra ce ne passa. E uno scoppio di riso viene spontaneo.

Francesco Turco

L’ASSESSORE TURCO-NAPOLETANO
La lezione non è servita a Turco. Che si è aggrappato a un lembo della tela di Penelope intrecciata dal sindaco e ha improvvidamente collegato l’imbrattamento del murales alla campagna elettorale e al livello del confronto politico. Per poi fare, da turco-napoletano in versione Totò, una spericolata inversione a “u” (“non mi riferivo agli avversari”), in seguito all’immediata nota di Cesa in Comune che lo ha caldamente invitato a “recarsi dalle forze dell’ordine per presentare denuncia se ha dubbi, elementi o sospetti concreti”. La lista guidata da Giuseppe Fiorillo ha chiosato: “È quella la sede giusta. Non i social, non le insinuazioni, non i commenti lasciati a metà per provare a orientare l’opinione pubblica”.

CESA IN COMUNE ALLA FINESTRA
Se Guida, Turco e compagnia bella suscitano un’incontenibile ilarità generale, il gruppo dirigente di Cesa in Comune fa scompisciare dalle risate, sempre dirla con Totò. Da un lato invita Turco a denunciare eventuali reati, dall’altro a fronte di palesi illegittimità commesse da Solo cose belle non compie gli atti consequenziali che pretende dall’assessore uscente. Tra le irregolarità lampanti figurano le annunciate inaugurazioni del parco di via Berlinguer e di quello di via Diaz. L’articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 sulla par condicio è irrefutabile.

NORMATIVA COME CARTA STRACCIA
Vediamo cosa prevede la normativa. In primis che il comune non può organizzare cerimonie pubbliche di inaugurazione. In secondo luogo che gli amministratori in carica non possono sfruttare gli uffici o le risorse pubbliche per l’evento. E infine che non si possono diffondere inviti o comunicati stampa tramite i canali ufficiali dell’ente (sito web, social del comune). Sul piano legislativo è pacifico che durante la campagna elettorale sono vietate le inaugurazioni di opere pubbliche. Se la normativa è chiarissima perché i componenti di Cesa in Comune non segnalano alle autorità preposte, ovvero alla Prefettura, alla Procura e ai carabinieri una così clamorosa violazione di legge?

Il municipio di Cesa

GITA SCOLASTICA SCONTATA
Un’altra grave inosservanza, riportata da Italia Notizie con documentazione allegata, riguarda la missiva del 29 aprile di Guida alle famiglie degli alunni della scuola media “Bagno” per comunicare la riduzione della quota di partecipazione alla gita scolastica (foto in basso). Come detto, in campagna elettorale non possono essere utilizzate risorse pubbliche per nessuna iniziativa, onde evitare di trasformare il comune in un comitato elettorale di una delle liste in campo. Perché gli esponenti di Cesa in Comune non chiedono l’intervento delle autorità competenti?

Cesario Villano

I GOL IN FUORIGIOCO DI VILLANO
Ma non finisce qui. Durante la disputa elettorale i canali social del comune sono stati utilizzati non solo per promuovere eventi pubblici ma addirittura anche per difendere l’operato dell’amministrazione uscente (scandalo GOL). Anche in questo caso i membri di Cesa in Comune non hanno denunciato l’accaduto a chi di dovere. Eppure il consigliere di maggioranza Cesario Villano, per gli amici “Capa ‘a cuppett”, candidato nella lista di Guida, ha tramutato due progetti provinciali per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori in un laboratorio clientelare autoctono per accaparrarsi i voti delle 76 famiglie dei tirocinanti di Cesa, in netto contrasto con la normativa che regolamenta il programma GOL. Per colpa della gestione elettorale a “proprio uso e consumo” gli ammessi non sono stati ancora retribuiti per il periodo che va da gennaio ad aprile di quest’anno. Il tirocinio formativo prevede 500 euro mensili per 6 mesi. Un imbroglio colossale avvenuto sotto il naso dei promotori di Cesa in Comune che nemmeno di fronte a comportamenti clientelari e ad atti indecenti si sono rivolti alla magistratura.

Giuseppe Fiorillo

TOTÒ E PEPPINO A MILANO
Una contraddizione in termini. La lista di Fiorillo invita l’assessore Turco “a recarsi dalle forze dell’ordine per presentare denuncia, perché è quella la sede giusta e non i social”, ma nel contempo agisce nel medesimo modo dell’esponente della giunta, ovvero si affida a Fb senza mai chiamare in causa le autorità competenti. In buona sostanza Cesa in Comune predica bene e razzola male, limitandosi ad una mera attività social, quindi virtuale, slegata dalle problematiche del territorio e senza produrre uno straccio di iniziativa politica capace di incidere sulla realtà. Non è un caso se finora, dopo una settimana dall’inizio della disputa elettorale, mentre è solare dove vuole andare a parare Guida, è ancora ignota a tutti la direzione della lista di Fiorillo. Tornado al Principe della Risata, ci viene in mente la famosa gag di Totò e Peppino a Milano quando chiedono indicazioni al vigile urbano: “Noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?”.

Mario De Michele

LA MISSIVA DI GUIDA ALLE FAMIGLIE

 

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