Una precisazione doverosa per fare chiarezza su una vicenda a metà tra il teatro dell’assurdo e il cabaret. La Real Aversa ha diramato una nota stampa per fare chiarezza su una questione che non ha nulla da invidiare all’irresistibile film “Il medico dei pazzi”, interpretato da un Totò in splendida forma, capace di dispensare a ogni battuta risate a crepapelle. Luigi Del Villano, nella passata stagione vicepresidente dell’Aversa Normanna e figlio dell’allora patron Enzo Del Villano, ha chiesto all’attuale gruppo dirigente granata il pagamento di 3.400 euro per le prestazioni sportive fornite l’anno scorso. Del Villano junior ha inoltrato la missiva, inviata alla Real Aversa tramite raccomandata, anche alla FIGC e alla Co.Vi.So.D. (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Dilettantistiche). In questi casi, qualora si trovassero riscontri, la squadra che milita nel girone H di Serie D potrebbe subire una penalizzazione con l’eventuale sottrazione di punti in classifica.

Un’ipotesi nefasta per il mondo granata. Non a caso già nella giornata di oggi la Real Aversa, come si legge nel comunicato stampa, “ha provveduto a dare riscontro alla comunicazione, sottolineando che lo stesso calciatore, all’epoca anche vicepresidente, in data 2 gennaio 2026 sottoscriveva una quietanza liberatoria per gli emolumenti percepiti e che, nel mese di giugno 2026, riceveva un bonifico a saldo delle prestazioni sportive per un importo pari a 6.600 euro”. Oltre ai soldi, sottolineano i vertici societari granata, Luigi Del Villano veniva ringraziato, con chiaro intento ironico, “per le gesta sportive in campo e per le prodezze che ha regalato nel rettangolo di gioco”. Un tributo degno di un Pallone d’Oro. Per l’edizione 2027 Kane, Mbappé e Lamine Yamal sono avvisati. Eppure non c’è tifoso granata al mondo che rammenti “le gesta” del calciatore-vicepresidente Del Villano. Un talento talmente invisibile da sfuggire persino agli occhi degli osservatori più attenti. Per tutelare la propria immagine la società comunica ai sostenitori di “essere serena per aver assolto a tutte le spettanze economiche” e annuncia che “si difenderà nelle sedi opportune”.

La sorprendente richiesta economica di Luigi Del Villano assume i contorni di una farsa. A rigor di logica infatti si desume che il calciatore Del Villano dovesse essere remunerato dall’allora patron granata Enzo Del Villano, ovvero da suo padre. Appare improbabile che l’allore presidente dell’Aversa Normanna, che l’anno scorso è stato determinante per la permanenza della squadra in Serie D, attuale patron dell’Albanova Calcio, non avesse nella sua disponibilità la modica somma di 3.400 euro. Peraltro da versare al figlio.

Anche perché, essendosi spezzato il feeling con i tifosi granata, Del Villano senior ha venduto il titolo, ormai verso Portici, ai fratelli Angelo e Raffaele Tinto, rispettivamente presidente e vicepresidente della Real Aversa. Compravendita che a quanto pare ammonta a circa 300mila euro, di cui 50mila sborsati subito come acconto. Grazie al provvidenziale e oneroso (repetita iuvant) intervento in extremis dei Tinto, con la preziosa intermediazione di Giovanni Buonomano, oggi direttore generale della Real Aversa, e l’importante supporto della cordata guidata da Mimmo Diana e di imprenditori come Antonio Scarpa, la città normanna è rimasta nel calcio che conta.
Insomma si tratta di una vicenda da commedia dell’assurdo da far invidia al miglior Beckett e in grado di suscitare l’entusiastico apprezzamento di Ionesco. Anche Pinter si inchinerebbe di fronte a una storia da premio Nobel per la letteratura. Totò liquiderebbe tutto a modo suo: “Questo manicomio è pieno di pazzi”.
Mario De Michele





