La capolista se ne va, come cantano i suoi tifosi arrivati numerosi dal nord Italia. In una partita scorbutica con uno Spezia che per un tempo regge bene, il Napoli trova i gol dei due fuoriclasse Kvaratskhelia e Osimhene in controllo, senza strafare, la squadra una volta in più mostra nervi saldi e grande padronanza nei propri mezzi. Stonati i cori razzisti della curva spezzina e ignobile in particolare i cori che inneggiano alla morte di Maradona. Spalletti può schierare chi vuole e opta per la conferma degli undici che hanno battuto la Roma. Gotti, appena operato all’anca, non riesce ad andare in panchina dove lo sostituisce Lorieri. A Spezia devono fare di necessità virtù per le numerose assenze, ma i liguri presentano un 3-5-2 stretto e compatto che non consente il solito giro palla rapido alla capolista. I padroni di casa ripartono sempre pericolosamente e con Agudelo arrivano anche al tiro e a creare qualche mischia in area azzurra. Poi viene fuori il Napoli, con Kvaratskhelia delizioso nei dribbling stretti ma poi non decisivo nell’ultimo passaggio. Pochi palloni per Osimhen. Almeno per un tempo. Spalletti si agita parecchio in panchina perché la sua squadra va sotto ritmo e così facilita la fase difensiva di Caldara e compagni. In avvio di ripresa l’episodio decisivo. Reca, fino a quel momento il migliore, si preoccupa in area di Politano alle proprie spalle e perde per un attimo di vista il pallone che gli finisce sulla mano. Rigore netto, realizzato perfettamente da Kvaratskhelia. Lo Spezia prova una reazione, ben controllato dalla Banda Spalletti che alla prima occasione colpisce col suo capocannoniere che sale in cielo su una palla vagante in area e anticipa di testa pure la goffa uscita di Dragowski. Partita chiusa definitivamente quando su un errore di Caldara, Kvara prende palla e duetta con Osimhen: il georgiano regala al nigeriano la doppietta.

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