Verstappen vince a Sepang un Gp di altri tempi. Antonelli 2° e più vicino al sogno mondiale, Hamilton sul podio

La vittoria di Max Verstappen, la 72ª in carriera, 301 giorni dopo l’ultima volta. Il secondo posto di Kimi Antonelli, che si avvicina ancora un po’ al suo sogno mondiale. Il podio ritrovato dopo cinque gare dalla Ferrari con il terzo posto di Lewis Hamilton (4° Leclerc), ma con i grandi rimpianti per la scelta iniziale delle gomme che probabilmente non ha permesso al britannico di giocarsi il successo. Infine i punti mondiali di Fernando Alonso, meravigliosamente ottavo a 45 anni sulla pista in cui, 23 anni fa, conquistò la prima pole position della sua carriera.

A Sepang un Gran Premio d’altri tempi: il monsone che si è abbattuto a mezz’ora dall’inizio ha messo in crisi i motori delle nuove vetture. La gara è partita con un’ora e 40 minuti di ritardo e, durante il giro di formazione, i software di gestione delle power unit di molte monoposto hanno dato problemi perché tutti procedevano con grande lentezza, totalmente inaspettata per i computer: Verstappen è riuscito a fare un reset senza fermarsi, Hamilton (come Ocon e Bottas) no Una figuraccia in diretta tv per tutta la Formula Uno, con i piloti che pigiavano pulsanti alla ricerca disperata della soluzione, fornita dal cambio di impostazioni che ha permesso a tutti di rimettersi in moto senza perdere posizioni, perché la procedura di partenza è stata fermata con le bandiere rosse: macchine di nuovo ai box, poi dietro alla safety car, infine in griglia.

Lì l’azzardo della Ferrari: montare gomme da asciutto, che però hanno costretto i suoi due piloti a pattinare sulle pozzanghere con effetti disastrosi. Leclerc è sprofondato al 16° posto, Hamilton al 18°: “Una decisione sbagliata – ha commentato poi il sette volte campione del mondo – vedevo tutti che si allontanavano, pensavo fosse finita: è stata dura”. Compreso l’errore, la scuderia di Maranello ha richiamato ai box il monegasco, che ha fatto la sua sosta per montare gomme da bagnato, e Lewis, che invece è rimasto in pista dopo un confronto con il suo ingegnere (“mi piace rischiare”) e ha iniziato la sua grande rimonta. Dopo la prima partenza davanti le due Mercedes: Antonelli e un velocissimo Russell, capace di risalire dalla settima posizione con uno start fenomenale. Verstappen ha pattinato e si è ritrovato terzo, salvo riportarsi in testa dopo l’ingresso della safety car per l’incidente di Bottas: da lì in poi l’olandese ha preso il volo fino al 46° dei 55 giri, quando ancora la safety car – entrata per l’uscita di pista di Albon – non ha ricompattato il gruppo.

Subito prima della ripartenza, il colpo di scena: Russell si è fermato a bordo pista con la power unit ko, un’autostrada libera tra Antonelli e il titolo mondiale (+84 in classifica ora per l’italiano sul britannico, compagno di squadra). Kimi ha pensato al campionato e, prudentemente, non ha cercato di attaccare Verstappen, mentre dietro di lui hanno passato Hadjar prima Hamilton (tra i boati di gioia del pubblico), poi Leclerc, deluso per il podio sui cui sarebbe probabilmente salito senza l’errore di strategia iniziale del box Ferrari: “Abbiamo scelto male, mentre ci sono dei team come la Red Bull che stabilmente fanno scelte più azzeccate di noi in quelle condizioni. Dobbiamo fare un passo avanti”.

Si è conclusa così la gara più spettacolare dell’anno, che si è corsa sul circuito malese solo perché la situazione politica in Medio Oriente ha reso necessario lo spostamento del Gp del Bahrein. Un podio bellissimo, alla fine, con i fuoriclasse di ieri, di oggi e di domani. E ora tutti a Singapore, dove si va in pista già nel prossimo week end.

 

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