Una “compagine” camorristica che si era ricostituita sotto la guida di Mario De Luca, storico esponente del clan dei casalesi, approfittando del vuoto che si era creato per i colpi al sodalizio, messi a segno negli anni dalle forze dell’ordine. In provincia di Caserta, con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso in dieci sono stati arrestati dalla Sezione Operativa della Compagnia dei carabinieri di Casal di Principe, in provincia di Caserta, eseguendo una ordinanza emessa dal gip del tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. Le indagini hanno consentito di individuare i dieci arrestati (5 in carcere e 5 ai domiciliari) aveva esteso la propria rete di estorsioni nei territori di Casal di Principe, Teverola, Frignano, San Cipriano d’Aversa, Marcianise e Castel Volturno. Il gruppo criminale agiva sia direttamente nei confronti dei commercianti sia indirettamente tramite l’acquisizione di una tangente sul recupero crediti di somme dovute. In un caso specifico, gli indagati si sarebbero presentati per recuperare un credito, presso l’attività di una delle vittime minacciandola di morte e rompendo alcuni macchinari con una mazza da baseball. Le somme sarebbero anche state estorte da soggetti con una difficile situazione economica che, per far fronte alla richiesta, hanno dovuto tramutare il compenso in ceste di generi alimentari e beni di consumo, tangenti richieste per soddisfare esigenze di soggetti carcerati o di altri sodali. Il gruppo ha dimostrato la sua operatività anche nel settore dei cosiddetti “cavalli di ritorno”, intromettendosi direttamente nella dinamica di restituzione di un’auto rubata nel parcheggio di un grosso centro commerciale. Dalle indagini è emersa l’esistenza di un gruppo pienamente operativo che ha agito, in un contesto di momentaneo vuoto di potere in seno alla camorra casalese, onorando le regole e le logiche caratterizzanti del clan.

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