Giuseppe Fiorillo e Enzo Guida

Due visioni antitetiche. Da un lato Enzo Guida che in 10 anni di amministrazione ha esternalizzato di tutto e di più. Dall’altro Giuseppe Fiorillo che punta alla gestione in house dei servizi e delle strutture comunali. Si gioca soprattutto sul modus operandi diametralmente opposto la partita tra i due candidati sindaco alle elezioni del prossimo maggio. La fascia tricolore in carica ha privilegiato i privati. L’ex primo cittadino vuole valorizzare il pubblico. Punti di vista divergenti e inconciliabili che prendono forma, ad esempio, quando si parla dell’ex campo del parroco in via Berlinguer. “È inconcepibile spendere 800mila euro di soldi dei cittadini – osserva Fiorillo – per realizzare un’area attrezzata di 8.272 mq che poi verrà data in gestione per 3 anni con un canone ridicolo di 5mila euro annui con la scusa che manca il personale. Quando si fanno scelte del genere si deve avere almeno l’onestà intellettuale di dire la verità: si è voluto fare un favore ai privati, che incasseranno soldi per l’ingresso nel Parco Avventura e per la gestione del bar, a danno della collettività e del bilancio comunale”.

Il valore della concessione triennale è di 120mila euro, cioè 40mila euro all’anno, mentre il canone annuo ammonta ad appena 5mila euro. In pratica con 416 euro al mese i fortunati gestori avranno in dote una struttura immensa che ospiterà un teatro-arena all’aperto con circa 250 posti su un’area di 1.151 mq, un campo sportivo polivalente con spogliatoi di 1.220 mq, giochi per bambini su due aree, una di 800 mq, l’altra di 250 mq, una pista di atletica, una zona fitness attrezzata di 250 mq, un percorso avventura di 324 mq e un bar con tavolini di 90 mq. L’apertura della busta telematica della documentazione amministrativa e l’ammissione dei concorrenti sono previste per il prossimo 19 marzo.

Giuseppe Fiorillo

“Prima di realizzare le opere pubbliche – aggiunge Fiorillo – è doveroso programmare anche come e da chi verranno gestite. È inaccettabile spendere 800mila euro di denaro pubblico per poi consegnare ai privati le chiavi di una struttura comunale, a maggior ragione di un parco che appartiene ai cittadini. Tra le prime cose che farà la mia amministrazione comunale sarà quella di passare al setaccio tutti gli affidamenti ai privati delle strutture pubbliche per invertire la tendenza delle esternalizzazioni a raffica. Nel caso del parco di via Berlinguer – sottolinea il candidato sindaco di Cesa in Comune – incaricheremo un amministrativista per avviare la revoca in autotutela dell’affidamento contestando il canone irrisorio previsto nel bando. La concessione a terzi di una struttura pubblica di 8.272 mq a 416 euro al mese è antieconomica e dannosa per l’ente e per i cittadini. Ci sono evidenti profili di illegittimità”.

Sotto i riflettori di Cesa in Comune non c’è soltanto il parco di via Berlinguer. In fase di stesura del programma il team di Fiorillo sta elaborando proposte alternative anche per quanto riguarda la gestione dello Sporting Village. Anche nel caso degli impianti sportivi, che insistono su un’are di 25mila mq, Guida e company hanno optato per il rinnovo dell’affidamento a società private. E ancora una volta il canone a base d’asta è uno schiaffo alla popolazione: 15mila euro annui per 10 anni per un appalto da 1.420.000 euro.

“La priorità di Cesa in Comune – rimarca Fiorillo – è valorizzare gli impianti pubblici con una gestione diretta dell’ente. Soltanto quando davvero non è possibile gestirli in house si dovrà valutare l’esternalizzazione, ma i canoni per l’affidamento ai privati dovranno essere proporzionati al valore delle strutture, sicuramente molto più alti di quelli previsti dell’attuale amministrazione. L’eventuale concessione di impianti pubblici ai privati deve generare un adeguato gettito finanziario per le casse comunali, altrimenti a beneficiarne sono esclusivamente i privati. Non ha senso – conclude Fiorillo – spendere soldi pubblici per realizzare o potenziare aree comunali per poi “regalarle” ai privati. Quando si tratta di denaro dei cittadini e di strutture pubbliche ne devono beneficiare l’ente e la collettività, altrimenti viene meno il principio del “buon padre di famiglia” che nelle amministrazioni comunali è la stella polare”.

Mario De Michele

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