
Prima la scelta oculata dei candidati, poi il lavoro di gruppo sulle priorità programmatiche, ora l’imminente apertura della sede in via Parroco della Gala, angolo via Bagno a Pizzo Lucente. Prosegue spedita l’attività politico-organizzativa di Cesa in Comune in vista delle comunali del prossimo maggio. Lo schieramento civico capitanato da Giuseppe Fiorillo è perfettamente in linea con la tabella di marcia stabilita lo scorso dicembre. La lista è quasi completa ed è composta da volti nuovi di grande potenziale e da ex amministratori locali che metteranno la loro esperienza al servizio della comunità, a partire dal candidato sindaco che è ha già indossato la fascia tricolore per 10 anni con un bilancio al suo attivo molto soddisfacente. Fiorillo è stato anche vicepresidente della Provincia di Caserta. Insomma sul piano politico e istituzionale è una garanzia. L’asso nella manica del noto medico è l’apprezzamento generale sul piano personale e professionale. Il leader di Cesa in Comune è voluto bene da tutti per le sue doti umane e per il suo impegno civico. A distanza di molti anni tantissimi giovani lo ricordano tuttora con affetto e riconoscenza per il lavoro svolto da presidente dell’Azione cattolica.

Tra gli aspiranti consiglieri comunali spiccano i nomi di Carmine Alma, valente informatore farmaceutico, eletto alle ultime amministrative e poi “cacciato” dall’amministrazione, e dello stimato prof Pasquale Errico. Sulla griglia di partenza anche Eugenio Oliva e Luigi Oliva, giovani volitivi e preparati. Recentemente ha ufficializzato la sua discesa in campo l’imprenditore Saverio Pecovela, sostenuto da Ginotto De Angelis, già vicesindaco e consigliere in carica. Tra i candidati in pole figurano anche due donne di indubbio valore: Gina Migliaccio e Amelia Bortone. La prima si è opposta con fermezza all’approccio padronale del sindaco Enzo Guida, fino a passare all’opposizione pur di mantenere la propria autonomia. Una coerenza difficilmente rintracciabile nella maggioranza, dove abbondano yes man e yes woman.

Così come Alma anche Bortone è stata “allontanata” dall’assise per la grave e imperdonabile “colpa” di aver ricoperto con serietà e competenza il ruolo di consigliere di minoranza. In tutti gli altri comuni d’Italia esistono maggioranza e opposizione. A Cesa gli avversari di Guida sono stati liquidati con un colpo di mano perché “disturbavano” il manovratore. Oltre a Bortone e Alma, anche Ernesto Ferrante e Paola Verde sono stati fatti decadere (caso unico a livello nazionale) per fare spazio a chi si è accordato con la maggioranza prima sotto banco, poi alla luce del sole, tradendo il mandato elettorale. Per la serie: “Solo cose belle per loro”. Se per impegni di lavoro Gina Migliaccio decidesse di non candidarsi ha già scaldato i motori un altro pezzo da novanta. Sarà la volta infatti dell’ex assessore Antimo Dell’Omo, politico stimato e uomo di cultura, merci introvabili sulle bancarelle dell’attuale classe dirigente.

In quota A Testa Alta correrà Eugenia Oliva, fedelissima del leader provinciale dei deluchiani Gennaro Oliviero. In casa sua il consigliere regionale non ha ancora sciolto il nodo che riguarda la collocazione di Mimmo Mangiacapra. Pur essendo un dirigente di spicco di A Testa Alta il presidente dell’assise non ha dato la sua disponibilità a candidarsi con Fiorillo, nonostante anche l’ex sindaco sia un supporter di Oliviero. In caso di pit stop alle prossime comunali il “piano B” prevedeva che Mangiacapra avrebbe appoggiato uno dei candidati di Cesa in Comune. Ma nelle ultime ore si rincorrono le voci di un suo clamoroso dietrofront. C’è chi sostiene addirittura che scenderà di nuovo in pista con Guida. In pratica si schiererebbe a viso aperto contro il suo partito e contro Oliviero. Perché un lupo di mare come Mangiacapra dovrebbe fare una scelta politica del tutto incomprensibile? Si dice che sarebbe legato a doppio filo al sindaco. Mani e piedi.
Mario De Michele












