Quello che è stato presentato come il fiore all’occhiello della lista Solo Cose Belle rischia seriamente di trasformarsi in un fascio di crisantemi deposti in pieno centro storico. Lo stop della Soprintendenza ai lavori di rifacimento di piazza De Michele è peggio di un macigno per Enzo Guida e la sua coalizione. In seguito agli articoli di Italia Notizie (clicca qui), l’organo territoriale del Ministero della Cultura ha inviato lo scorso 4 maggio una nota ai comuni di Parete (capofila) e di Cesa, promotori del progetto, disponendo “l’immediata sospensione dei lavori in corso” e chiedendo “un urgente riscontro” ai due enti locali. Sembra incredibile ma l’opera è stata avviata senza il preventivo e obbligatorio permesso della Soprintendenza, in palese violazione del Codice dei Beni Culturali che impone con chiarezza solare che “qualsiasi intervento è subordinato al rilascio di autorizzazione” da parte dell’organo ministeriale di tutela storico-artistica e paesaggistica.

LAVORI ABUSIVI COME SPOT ELETTORALE
Ad aggravare la posizione dell’amministrazione targata Guida c’è la disinvoltura con cui l’amministrazione di Cesa ha completamente ignorato la comunicazione del soprintendente Mariano Nuzzo notificata lo scorso 16 febbraio. In quella occasione il rappresentante del Ministero della Cultura ha rimarcato come i lavori in piazza De Michele fossero soggetti per legge a verifica preventiva prima dell’avvio. Perché Guida e company hanno considerato come carta straccia la nota della Soprintendenza? Quasi certamente perché aveva bisogno di sventolare la bandiera propagandistica del restyling di piazza De Michele in piena campagna elettorale, com’è avvenuto con puntualità svizzera durante il primo comizio della lista Sole Cose Belle. Ma con altrettanta puntualità la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi. E ora la vera opera pubblica importante predisposta e avviata da Guida & soci è avvolta da una fitta coltre di incertezza.

SANZIONE PECUNARIA IN ARRIVO
Allo stato dell’arte un celebre politico russo si porre l’inevitabile domanda: “Che fare?”. La via d’uscita non è affatto semplice. La prima certezza è che al comune di Cesa verrà applicata una sanzione amministrativa, ovvero l’ente locale dovrà sborsare soldi per avere infranto il Codice dei Beni Culturali. Soldi, ovviamente dei cittadini, buttati al vento. Ma se il problema fosse soltanto questo non sarebbe poi così grave. Il costo della sanzione potrebbero sobbarcarselo senza particolari sforzi il sindaco e gli assessori. Guida intasca come indennità di mansione 4mila euro al mese, il suo vice Giusy Guarino si porta a casa 2.200 euro mensili, mentre gli assessori Alfonso Marrandino e Francesca D’Agostino guadagnano 1.800 euro al mese a testa, per un costo annuo di 117.600 euro, con eventuale riduzione del 50% per chi è lavoratore dipendente non in aspettativa. Quindi, se per una volta, invece di percepire l’intero importo i membri della giunta versassero una piccola quota pro-capite per pagare di tasca propria la sanzione scaturita da un loro grossolano errore amministrativo non sarebbe una tragedia.

LA PIAZZA COME IL TINELLO DI CASA
In ogni caso Guida e gli assessori non se la caveranno così facilmente. Nella citata nota del 4 maggio il soprintendente Nuzzo ha chiesto al comune un riscontro, in altre parole l’invio dell’intera documentazione tecnico-burocratica riguardante il progetto di ristrutturazione di piazza De Michele. Dopo la valutazione delle carte da parte dell’organo del Ministero della Cultura si profilano due scenari. Il primo, che appare meno probabile, potrebbe chiudersi con il via libera ai lavori. La seconda prospettiva, molto più realistica, potrebbe implicare una serie di inderogabili prescrizioni da seguire e rispettare alla lettera. Uno dei precetti più probabili potrebbe riguardare il tipo di materiali da impiegare. Trattandosi di un’area sottoposta a vincolo storico-archeologico i materiali non vanno scelti in base al gusto personale degli amministratori. “I lavori sono sospesi – ha detto dal palco Guida – perché abbiamo deciso in corso d’opera di optare per una pavimentazione più bella”. Solo uno come il sindaco uscente riuscirebbe a “vendersi” persino un pacchiano errore amministrativo come un grande merito. Infatti non si comprende perché i “materiali più belli” non siano stati scelti fin dall’inizio. La piazza principale del paese non è come il tinello di casa propria.

VARIANTE ALLA VARIANTE DELLA VARIANTE
Le possibili prescrizioni della Soprintendenza sul tipo di materiali e su altri aspetti potrebbero implicare un’impennata dei costi dell’opera. Al netto di un eventuale aumento dell’importo è molto probabile che sarà necessaria una variante del progetto originario. In tal caso potrebbe prendere forma il paradosso di una variante della variante. Lo scorso 30 aprile la giunta ha approvato l’atto di indirizzo che consente agli uffici preposti di ricorrere alla variante del primo progetto (link in basso). Se la Soprintendenza applicherà prescrizioni che implicheranno significativi cambiamenti sarà necessaria una seconda variante. Insomma i tempi per rifare il look alla piazza si allungherebbero di molto. Peraltro, molto prima dell’atto di giunta (30 aprile) e dello stop del Ministero della Cultura (4 maggio), l’intervento era già fermo da oltre un mese. Come mai? Circola voce, ma non abbiamo conferme ufficiali, che la ditta appaltatrice abbia tirato i remi in barca perché non avrebbe ricevuto dal comune il pagamento di uno dei saldi di avanzamento dei lavori.

IL FALLIMENTO SULLA COSA PIÙ BELLA
In estrema sintesi sull’opera pubblica più importante della sua lunga era il sindaco Guida ha combinato un pasticciaccio brutto mettendo in fila una sequela di clamorosi strafalcioni tecnico-burocratici e gravi irregolarità amministrative. Effettuare lavori abusivi nella piazza principale della città è il fiore all’occhiello di una maggioranza che sicuramente ha realizzato alcune cose giuste (il concetto di bello attiene all’estetica, non alla politica) ma che sulla “madre di tutti i progetti”, è stata inadeguata e approssimativa. Quando il gioco si è fatto duro Guida e suoi non hanno iniziato a giocare. Hanno inesorabilmente mostrato la corda.
Mario De Michele





